Domani lo sbarco dei 38 migranti La città si prepara all’accoglienza

23 Febbraio 2023

Tutti al lavoro per garantire le operazioni di supporto a persone stremate con 11 donne e due neonati Previsti screening a bordo e tamponi Covid, l’identificazione della polizia e il trasferimento nei Cas

ORTONA. La città si prepara ad accogliere 38 migranti. Domani pomeriggio è previsto lo sbarco. La notizia è stata lanciata ieri dell’ong Salvamento Maritimo Humanitario dei Paesi Baschi che ha soccorso i migranti al largo di Lampedusa. Dunque, domani l’approdo nel porto di Ortona. Intanto è partita la macchina dell’accoglienza. Tutti a lavoro, ognuno per il proprio comparto di competenza, per garantire operazioni di salvataggio fluide e veloci e soprattutto un supporto a persone sicuramente stremate.
Le condizioni dei migranti
Tra i 38 migranti in arrivo, 18 sono minori non accompagnati, 11 donne, ma non si sa se ce ne siano in gravidanza. A bordo 7 sono uomini e due bimbi: uno di 24 e l’altro di 7 mesi con le rispettive madri, i quali saranno condotti nel reparto di pediatria dell'ospedale di Chieti. Analisi emersa ieri, a seguito della riunione del Gruppo di coordinamento sbarco migranti che si è svolta a Chieti presieduta dal manager Asl Thomas Schael. In più, pare che due migranti, un ragazzo e una ragazza, siano positivi al Covid, mentre un altro avrebbe una ferita alla testa e ha già ricevuto le cure a bordo.
La macchina dei soccorsiUn primo screening a bordo sullo stato di salute e tamponi Covid 19 sarà effettuato dall'Usmaf di Pescara. La Croce Rossa allestirà una Pma e una tensostruttura per i positivi e sarà presente con 3 ambulanze e un pulmino. Nella Pma opereranno 4 assistenti sociali della Asl che probabilmente saranno integrati da altri due assistenti sociali del Comune, 3 psicologi della Asl e un pediatra. Mentre nella tensostruttura che ospiterà i positivi al Covid, opererà un infermiere. L'attività di triage sarà eseguita da 2 medici e 4 infermieri del 118 presente con due ambulanze di cui una medicalizzata. Nelle operazioni di sbarco verranno impiegati almeno tre mediatori culturali. Terminato lo screening, i migranti saranno identificati dalla polizia e trasferiti nei Cas in Abruzzo.
Il comune attiva il COC
Sempre ieri si è svolto un sopralluogo condotto dalla prefettura di Chieti con il prefetto Mario Della Cioppa, il comando della capitaneria di Porto e gli interessati tra cui la Croce Rossa, il Cnab protezione civile che insieme a CB protezione civile saranno parte del dispositivo del Centro operativo comunale. Il prefetto si è detto molto soddisfatto «perché ogni ente e ogni attore coinvolto nel sistema di accoglienza ha dato il massimo e soprattutto ha dato la disponibilità che noi ci attendevamo». «Siamo pronti», ha aggiunto il sindaco Leo Castiglione, perché siamo una città vocata all’accoglienza e negli anni abbiamo costruito politiche di accoglienza sugli immigrati, con comunità molto integrate. E siamo pronti anche da un punto di vista di supporto con il nostro Coc».
L’accoglienza nel passatoIl 12 agosto 1993 11 albanesi furono fermati nei controlli di carabinieri, finanza e polizia. Erano arrivati nascosti nel sottofondo di un autocarro carico di balle di fieno, sbarcato dalla motonave Casablanca proveniente da Durazzo. Nel 2015 tre ghanesi e due ivoriani arrivarono al porto su convoglio della Micoperi battente bandiera panamense.
Benedetta Paludi
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