Domani partono i saldi e in strada c’è il mercato
Inizia a singhiozzo la stagione delle vendite a prezzo ribassato: negozi chiusi il 5 e 6 Giangiulli: «Riscopriamo le attività del centro». Bancarelle in piazza Garibaldi
CHIETI. Tutto pronto in città per l’avvio dei saldi invernali. La stagione degli sconti causa Covid quest’anno arriva a singhiozzo: si parte domani, ma sarà solo un assaggio, perché il 5 e il 6 si tornerà ancora in zona rossa con la maggior parte dei negozi chiusi, per poi andare in zona gialla dal 7. Un balletto di colori che certo non lascia tranquillo il mondo del commercio. Per andare incontro agli esercenti il Comune anticipa di un giorno il mercato del martedì di piazza Garibaldi: se si fosse tenuto martedì 5 sarebbe ricaduto in zona rossa e dunque aperto alle sole bancarelle di alimentari; anticipato a lunedì, zona arancione, si può tenere in completezza. Sempre per agevolare lo shopping, l’amministrazione aveva previsto per il 5 l’ultima giornata di parcheggio gratis, non potendo immaginare, però, che l’ultima giornata di strisce blu gratuite sarebbe ricaduta in zona rossa. Nonostante tutto, i commercianti guardano con attesa e speranza all’avvio dei saldi.
Il direttore di Confartigianato Chieti-L’Aquila, Daniele Giangiulli, tenta di cogliere un elemento di positività: «Grazie ai divieti di uscire dal proprio comune e soprattutto alla chiusura dei centri commerciali, in questi giorni abbiamo potuto rivedere un corso Marrucino gremito, una circostanza che può fornire un buon assist alla partenza dei saldi. E il fenomeno dovrebbe anche far riflettere sulle politiche di settore». Meno positiva la presidente di Confesercenti Chieti, Marina De Marco, che valuta con attenzione il peso delle chiusure dovute all’emergenza sanitaria: «A parte la gran confusione per la partenza, non credo che i saldi possano costituire una boccata di ossigeno dopo i prolungati lockdown. Le esigenze sono ridotte al minimo, come anche le economie di numerose famiglie, che devono fare i conti con seri problemi di lavoro. E poi c’è anche l’aspetto sanitario: mi auguro che le forze dell'ordine pongano grande attenzione nei confronti dei probabili assembramenti. Visti i prolungati giorni di chiusura, si corre il rischio che si possano verificare soprattutto nei centri commerciali. Inoltre, servirebbe una vera discussione sull’utilità dei saldi, poiché in alcune strutture e nelle vendite online sono ormai all’ordine del giorno».
Secondo le stime di Confcommercio i saldi interesseranno a livello nazionale 15 milioni di famiglie e ogni persona spenderà circa 110 euro, muovendo un totale di 4 miliardi di euro contro i 5 miliardi dell'anno scorso. «Quindi il Covid taglia di un miliardo la spesa», sottolinea la presidente provinciale di Confcommercio e responsabile di Federmoda Chieti, Marisa Tiberio, «ai negozi i saldi servono per incassare la liquidità necessaria per pagare tasse, dipendenti, fornitori, affitti, costi fissi e utenze ma anche per far fronte agli investimenti necessari agli ordinativi delle nuove collezioni primaverili. Tuttavia non rappresenteranno certo momento di sviluppo perché erodono una marginalità che diventa sempre più di sopravvivenza. L’invito è poi rivolto ai consumatori per gli acquisti in sicurezza e sostenibilità a chilometro zero nei negozi di prossimità».

