Don Andrea, solidarietà sul caso bolletta

20 Settembre 2022

ATESSA. Non pensava don Andrea Rosati, parroco di San Vincenzo Ferrer, a Monte Marcone di Atessa, che il pubblicare sul profilo Facebook della parrocchia, l’ultima bolletta della luce, quella dei...

ATESSA. Non pensava don Andrea Rosati, parroco di San Vincenzo Ferrer, a Monte Marcone di Atessa, che il pubblicare sul profilo Facebook della parrocchia, l’ultima bolletta della luce, quella dei mesi di agosto e settembre, avrebbe travalicato ben oltre i confini atessani. Don Andrea forse, si è lasciato scappare la mano usando i network e la bolletta postata, difatti, è stata prontamente rimossa, ma la notizia ha iniziato a camminare con piedi propri e il parroco di San Vincenzo Ferrer (diocesi di Chieti-Vasto, retta da monsignor Bruno Forte) si è ritrovato, suo malgrado, sulla stampa nazionale.
Avrà strabuzzato gli occhi don Andrea vedendo la bolletta della luce, ben 1.043 euro di consumo per i mesi di luglio e agosto. E al pari di tutti gli italiani, operai e pensionati, di tanti imprenditori, commercianti e artigiani, alle prese con somme ben più esose, anche il parroco di Monte Marcone deve fare i conti con il caro energia e trovare i soldi. Da qui l’appello alla comunità.
«Ho voluto solo sensibilizzare la comunità parrocchiale anche in previsione dei mesi invernali», si è quasi scusato don Andrea che potrebbe trovarsi nella condizione di sopperire, con evangelico spirito caritatevole, alle richieste di qualche parrocchiano che non riesce a pagare la propria bolletta. Il riferimento al periodo invernale non è casuale considerato che se per luglio e agosto, mesi nei quali nelle chiese generalmente poche sono le luci accese, di luce bisogna pagare mille euro, cosa succederà nel periodo invernale tenendo anche conto delle spese per il riscaldamento della chiesa e della casa canonica? Cosa fare allora? Risparmiare sia per senso civico, così come il governo nazionale e quello europeo consigliano, sia per far fronte al caro energia: diminuire o annullate il riscaldamento in chiesa (cosa, del resto, andata avanti per duemila anni senza traumi a quanto pare) e far uso parsimonioso dell’illuminazione (ricreando quella condizione visiva che ben si confà alla preghiera). Di questo argomento, anticipato su facebook da don Andrea, se ne parlerà, tra gli altri argomenti, anche nel consiglio permanente dei vescovi, riunito a Matera da oggi a dopodomani.
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