Don Aniello, prete anticamorra «Sindaci, stop alle slot machine»

ROCCAMONTEPIANO. Un incontro di quasi due ore è quello che don Aniello Manganiello ha tenuto a Roccamontepiano in occasione della “Giornata della legalità”, istituita dall’amministrazione comunale...
ROCCAMONTEPIANO. Un incontro di quasi due ore è quello che don Aniello Manganiello ha tenuto a Roccamontepiano in occasione della “Giornata della legalità”, istituita dall’amministrazione comunale per ricordare il sacrificio del magistrato Paolo Borsellino e degli agenti della scorta. Don Aniello ha voluto così ricordare il giudice antimafia leggendo una serie di frasi e condividendole con il pubblico accorso al monastero di San Pietro. Nella gran parte del suo intervento il parroco anticamorra ha raccontato interi aneddoti e spaccati della propria vita dentro la comunità pastorale di Scampia. Si è sempre opposto allo strapotere dei clan malavitosi che gestivano e che gestiscono ancora oggi, ampi spazi di attività illegali tra cui lo spaccio di droga, racket, estorsione e persino la gestione della rete economica delle slot-machine. Proprio su questo tema, l’appello che ha rivolto ai primi cittadini è quello di arginare con ogni utile azione il fenomeno della ludopatia e del consumo di stupefacenti, specie tra le nuove generazioni. Don Aniello ha ricordato come Giovanni Falcone e Borsellino hanno condiviso tutto ma il sacrificio di quest’ultimo, costituisce un’ingiustizia ancora più pesante proprio per il fatto che lui sapeva che avrebbe fatto la stessa fine. «Il contrasto alla criminalità organizzata è possibile», ha sottolineato, «ed è possibile produrre anticorpi nella nostra società, considerando anche come le mafie straniere, hanno superato di gran lunga le mafie locali. Sta a noi il compito di portare via i ragazzi dalle strade».
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