Don Camillo accoglierà il Papa

8 Maggio 2014

Oggi alle 12 Forte gli comunica la nomina a vescovo di Isernia che a luglio sarà meta di Francesco

CHIETI. Da oggi non chiamatelo più don Camillo. Da oggi il parroco della Santissima Trinità è monsignor Camillo Cibotti. Alle 12 in punto, sarà Bruno Forte, arcivescovo di Chieti e Vasto, a dargli la notizia ufficiale della nomina a capo della diocesi di Isernia. Ma ieri mattina la sagrestia della parrocchia era già un viavai di fedeli e sacerdoti.

Don Michelagelo Tumini, che con don Camillo condivide quasi le origini, il primo è di Casalanguida, il secondo di Casalbordino, lo ha abbracciato fraternamente. Il più commosso era il sagrestano Walter, della vicina Civitella. «Non posso dire nulla fino a domani», commenta però in modo laconico il neo vescovo. «Peccato che don Camillo vada via», dice invece un altro parrocchiano, un fedele del Tricalle che da anni preferisce venire a messa alla Trinità.

Sorride il vescovo Camillo mentre i fedeli entrano in chiesa per complimentarsi e forse pensa già al primo impegno che lo attende in Molise. Accogliere a luglio papa Francesco è il più grande degli impegni che possa capitare a un vescovo, fresco di nomina, venuto dal Vastese e con il volto giovanile di chi non mostra neppure i 60 anni che compirà il 28 di ottobre. Già vicario generale della diocesi di Chieti e Vasto, Cibotti verrà consacrato vescovo nella cattedrale di San Giustino il prossimo mese di giugno da Padre Bruno e, subito dopo, si trasferirà ad Isernia.Sacerdote dal 1978, dal 1994 è parroco della Trinità.

Arrivava da Ripa Teatina, don Camillo, dove tra i parrocchiani aveva uno studente in giurisprudenza che sarebbe diventato primo cittadino di Chieti. «Mi ha accompagnato nella mia formazione da ragazzo», racconta Umberto Di Primio, ripese doc prima di essere sindaco. «A Ripa stampavo un giornale che si chiamava “Il picconatore”: don Camillo, il mio parroco, scrisse quattro articoli sul tema della vita quindi contro l’aborto».

E la nomina a vescovo? «E’ bellissimo pensare che un nostro parroco assurga a livelli così alti», risponde il sindaco di Chieti, «don Camillo è un prete di profonda sensibilità capace di parlare alla gente e di occuparsi dei problemi delle persone più disperate. Ne sono testimone diretto per tutte le volte che si è rivolto a me. Lui è un pastore, è ciò di cui hanno bisogno la chiesa e la società».

Alle 11,30 di oggi la parrocchia si riempirà per la recita del rosario. Mezz’ora più tardi, cioè alle 12, Bruno Forte arriverà in chiesa, alla Trinità, per la supplica alla Madonna di Pompei, annunciata domenica scorsa da Cibotti. E alla fine della supplica ci sarà la comunicazione ufficiale della nomina a vescovo del prete venuto da Casalbodino. Da quel momento non è più don Camillo: chiamatelo monsignore.

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