Don Camillo, lacrime e gioia da nuovo vescovo / Le foto

La cerimonia con Forte a Casalbordino, da Chieti e Ripa fedeli in pullman. Feriti due fuochisti durante gli spari finali
CHIETI. Grande festa ieri pomeriggio Casalbordino, nel santuario della Madonna dei Miracoli, gremito di fedeli per la ordinazione di don Camillo Cibotti a vescovo della diocesi di Isernia-Venafro. Una cerimonia che ha visto don Camillo particolarmente emozionato e commosso per la promozione voluta da papa Francesco Bergoglio che l’8 maggio lo ha nominato a guidare una diocesi rimasta vacante per un anno, quando il vescovo Salvatore Visco è stato nominato vescovo di Capua.
La cerimonia è stata presieduta dall’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte, concelebrata da Giancarlo Bergamini, arcivescovo metropolita di Campobasso e dallo stesso monsignor Visco.
Forte, nell’omelia, ha sottolineato come sia stato difficile privarsi di don Camillo Cibotti da parroco della chiesa della Santissima Trinità di Chieti ma come nel contempo la sua promozione lo abbia reso felice. E ricorda quando, ricevuta la notizia della nomina, presentò don Camillo a papa Francesco, il quale con la confortante leggerezza che lo distingue, scherzosamente gli ha detto: «Ah questo è quello che ti ho rubato».
Forte ha dato il benvenuto a don Camillo nel collegio episcopale «Scelto per le sue virtù e capacità». «Il vescovo non è mai solo», dice Bruno Forte, «e non deve essere mai solo». «Don Camillo sii il padre e servitore della fede». Parole accolte dal grande applauso dei presenti.
Il santuario è gremito e anche fuori dalla chiesa ci sono moltissime persone che seguono la cerimonia dagli amplificatori sistemati fuori. Oltre ai casalesi che hanno salutato con gioia l’elevazione a vescovo del loro figlio, c’erano ma molti fedeli della diocesi di Chieti, tanti della parrocchia di provenienza di don Camillo, la Santissima Trinità, dove per circa 20 anni ha svolto il suo mandato di sacerdote. Tre i pullman partiti da Chieti e uno da Ripa Teatina dove don Camillo è stato parroco da dal 1988 al 1994.
La cerimonia poi si è svolta con la prostrazione del neo vescovo, seguita dall’imposizione della mani da parte degli altri vescovi (segno dell’effusione dello Spirito Santo) e la consegna dei simboli del vescovo: il Vangelo che ricorda il dovere di diffonderne il messaggio, l’anello che rappresenta l’impegno nel ruolo episcopale, la mitra che indica lo splendore del servizio e il bastone pastorale. Nel santuario molti i sindaci che hanno voluto partecipare alla cerimonia, da quello di Chieti Umberto Di Primio, al padrone di casa Remo Bello al primo cittadino di Ripa Ignazio Rucci. Presenti anche il prefetto Fulvio Rocco De Marinis e i questori di Chieti e Isernia e il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio.
Alla fine della cerimonia don Camillo ha benedetto i fedeli nella sua nuova veste e quindi è salito sul pulpito e con la voce spesso rotta dalla forte commozione, soprattutto quando ha ricordato la madre e la zia. Ha racconta il suo cammino di religioso, iniziato quando aveva 11 anni e scelse di trascorre la sua vita in comunione con Cristo.
Don Camillo ha ringraziato tutti i suoi padri spirituali, sacerdoti e vescovi che lo hanno accompagnato nella crescita religiosa. Tra i tanti nominati ha ricordato don Panfilo Argentieri, l’ex arcivescovo di Chieti Edoardo Menichelli, che per primo lo ha chiamato a sacerdote della diocesi di Chieti -Vasto e il neo cardinale Loris Capovilla.
E poi ha ringraziato tutte le suore che lo hanno accompagnato fino a questo prestigioso traguardo: francescane, orsoline, vincenziane, giuseppine e clarisse.
L’unico neo della manifestazione che dopo la cerimonia durante gli spari sono rimasti feriti due fuochisti.(k.g.)
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