Don Giovanni, ecco il testamento «Ho dato tutto per la parrocchia»

L’arcivescovo Bruno Forte alla messa concelebrata: ora che è salito in cielo, possa intercedere per noi Commozione alla lettura delle ultime volontà: «Chiedo scusa a quanti hanno avuto a che fare con me»
VASTO. «Grazie a Dio per averci donato don Giovanni». Così l’arcivescovo della Diocesi Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, ha concluso ieri pomeriggio l'omelia del solenne rito funebre di don Giovanni Pellicciotti, 92 anni, concelebrato nella cattedrale di San Giuseppe. Monsignor Forte è stato affiancato da don Luca Corazzari, il nuovo parroco della cattedrale. Tante le autorità intervenute e molti i fedeli arrivati anche da fuori città. Sull'altare i gonfaloni di Vasto e di Gissi, i due paesi in cui don Giovanni è stato parroco, e lo stendardo della Confraternita della Madonna del Carmine. Sulla bara la stola bianca del sacerdote.
Monsignor Forte ha scelto come lettura un brano del profeta Isaia estrapolando la frase "Il Signore raccoglierà il suo popolo con immenso amore. «Parole che si adattano a questa celebrazione», ha spiegato l’arcivescovo. «Don Giovanni ha donato tutta la sua vita al Signore». Dopo aver ricordato i momenti più significativi del lungo sacerdozio di don Giovanni durato 41 anni, il vescovo ha rimarcato la serenità con cui ha sempre lavorato. «Poi è arrivata la tempesta», ha detto commosso monsignore. «Un male che lo ha portato via in così breve tempo. Don Giovanni è stato un apostolo del Concilio vaticano II. Si è consegnato nelle mani di Dio». Il celebrante ha ricordato la grande attenzione di don Giovanni ai luoghi di culto e il suo impegno per il restauro della cattedrale e della chiesa del Carmine. «Possa ora che è in cielo intercedere per noi», ha concluso il vescovo.
Sono seguiti momenti di grande commozione quando don Luca ha letto il testamento di don Giovanni, i suoi ringraziamenti a Dio, alla famiglia e alla parrocchia e il suo desiderio di essere sepolto con la sua bibbia. «Ringrazio Dio», ha scritto don Giovanni, «per essere vissuto in questa epoca di profondi mutamenti. La parrocchia è sempre stata la mia famiglia e per essa ho sempre cercato di dare tutto. Chiedo scusa a coloro che hanno avuto a che fare con me. Abbraccio quanti mi hanno voluto bene, i miei confratelli nel sacerdozio. Li aspetto spero nella misericordia di Gesù».
La cerimonia funebre è stata conclusa dal saluto del sindaco di Vasto, Francesco Menna, a nome anche dei colleghi di Gissi e Casalbordino (città natale di don Giovanni), Agostino Chieffo e Filippo Marinucci. «Don Giovanni ha incarnato il sacerdozio dell'unità», ha detto Menna. «Con il sorriso invitava sempre a far prevalere il perdono. È stato un sacerdote capace di fare quello che avrebbero potuto fare migliaia di uomini», ha rimarcato il primo cittadino. «Grazie don Giovanni per quello che hai fatto per tutti noi». Un lungo applauso ha quindi accompagnato l'uscita del feretro dalla cattedrale. Il corteo funebre si è diretto quindi a Casalbordino, dove don Giovanni riposerà per sempre.
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