Donne picchiate, altri 2 casi nel Chietino

Nella Val di Sangro un 41enne in carcere per le aggressioni all’ex moglie. A Pretoro nei guai un 52enne per atti persecutori
CHIETI. In un crescendo che non conosce sosta e non vede la fine, le violenze sulle donne nel Chietino continuano a tamburo battente.
Nel primo caso, la vittima è stata costretta a subire per anni maltrattamenti in casa dall’uomo che aveva sposato, con tre figli nati dal matrimonio, poi andato in frantumi. L’ex moglie ha avuto il coraggio di sporgere denuncia e mercoledì pomeriggio la polizia di Chieti ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Lanciano Massimo Canosa, su richiesta del procuratore Mirvana Di Serio. L’uomo, 41 anni, residente in un comune della Val di Sangro, è stato arrestato ed è ora in carcere, a Lanciano. Nei prossimi giorni, verrà sottoposto all’interrogatorio di garanzia.
Erano sempre più frequenti i litigi che sfociavano in violenze pesanti in casa: negli ultimi due anni poi si è susseguita l’escalation di offese e intimidazioni, fino ad arrivare alle percosse, che hanno costretto la donna a vivere in un regime di paura e continuo terrore. Poi la forza e il coraggio di denunciare il suo ex marito che dava in escandescenze.
Da qui l’attività d’indagine messa in campo dai poliziotti della squadra mobile della questura di Chieti, coordinata dalla procura della Repubblica di Lanciano, che hanno messo al sicuro la donna e i figli, allontanati da quell’inferno domestico.
Il secondo caso è approdato ieri mattina nell’aula del tribunale, a Chieti, davanti al giudice Andrea Di Berardino, dove è comparso per dare la sua versione dei fatti un 52enne di Pretoro.
L’uomo è accusato di atti persecutori nei confronti della ex moglie, di sei anni più giovane di lui. L’indagato, assistito dall’avvocato Lucia Di Crescenzo, nel corso dell’interrogatorio ha rigettato l’accusa, ma dovrà rimanere distante dalla donna, come recita l’ordinanza, firmata dal giudice, che dispone il divieto di avvicinamento.
Secondo l’accusa, l’uomo picchiava e perseguitava la ex moglie. E c’è di più: di recente è stato richiesto anche l’intervento dell’ambulanza del 118 per i danni che l’uomo le aveva provocato. In questa occasione, il personale sanitario non ha potuto fare altro che certificare le lesioni subite. La vittima è stata costretta a vivere nella paura e a cambiare le proprie abitudini di vita.
A condurre l’inchiesta sono stati i carabinieri della stazione di Rapino, che hanno raccolto il grido d’aiuto della donna, ormai allo stremo.
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