Dopo il Corso Presentosa via il monumento ai Caduti

L’amministrazione va avanti con la riqualificazione del centro cittadino L’idea è spostare l’opera ma la Soprintendenza dice no. Pupillo: dialogo aperto
LANCIANO. Con oltre la metà di corso Trento e Trieste decorata con la pavimentazione Presentosa che rende rinnovata e scenografica l’area pedonale cittadina, si riapre il dibattito sulla riqualificazione di piazza Plebiscito e lo spostamento, per motivi di opportunità architettonica e di decoro urbanistico, del Monumento ai caduti che domina il cuore pulsante cittadino e, alle sue spalle, la storica piazza Garibaldi. L’amministrazione comunale, decisa a un cambiamento che possa ridare spazio visivo e pratico alle due piazze in modo da creare un unico centro cittadino collegato ai rioni storici, ha chiesto un parere alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio abruzzese. E a settembre è previsto un dibattito pubblico in cui potranno partecipare amministratori, associazioni ed esperti.
«Da quello che possiamo intuire», interviene il sindaco Mario Pupillo, «e ad un primo sentore, la Soprintendenza parrebbe contraria a questo spostamento. Ma il confronto vero e proprio deve ancora avvenire, dato che non c’è stato finora nulla di ufficiale. Valuteremo serenamente la questione mettendo sul tavolo tutte le alternative. Stiamo valutando anche come maggioranza il da farsi». Certo è che il monumento, così com’è, oltre che di un trasferimento avrebbe bisogno di una manutenzione mirata. La questione della sua collocazione si è però riaperta con il cantiere in corso sulla più bella arteria cittadina. È stato lo stesso progettista del nuovo corso Trento e Trieste, Orazio Carpenzano, a dire che il monumento, in quella posizione (le spalle rivolte al centro storico e lo sguardo verso l’area pedonale di piazza Plebiscito e a salire sul corso) ostruisse la visuale e nascondesse la «splendida scalinata inferiore». Per Carpenzano, per dare continuità visiva al nuovo corso il monumento dovrebbe essere spostato a monte dell’arteria pedonale, ovvero all’ingresso di Villa delle Rose in modo da acquistare finalmente «dignità prospettica». Anche il compianto architetto, storico e studioso della tradizione urbanistica cittadina, Vittorio Renzetti, aveva ipotizzato lo spostamento del monumento «nell’angolo sud della piazza dove c’era l’edicola dei giornali, per riaprire il collegamento visivo del centro storico con una sorta di invito attraverso la scalinata che assumerebbe un valore scenografico».
«L’idea è quella di eliminare la cesura visiva tra città “nuova” e città antica», commenta ancora Pupillo, «e ricreare un nuovo centro urbano. Ma il dibattito», conclude il primo cittadino, «è e resta assolutamente sereno. Con la Soprintendenza c’è massima collaborazione e come amministrazione vogliamo sottoporre ai cittadini anche il problema degli spazi davanti al Miracolo eucaristico. L’intenzione è quella di chiudere corso Roma all’altezza di via dei Tribunali, ma ci chiariremo sul da farsi prima con la maggioranza e poi con i cittadini e le associazioni. Vogliamo che Lanciano abbia un centro cittadino a misura di pedone, dinamico e accogliente».

