Dopo le fiamme si contano i danni «Grazie a chi ha spento i roghi»

L’ex sindaco Tagliente: «Se non fossero intervenuti i condòmini, la mia casa ora sarebbe distrutta» Menna: «Siamo vicini alle famiglie colpite». Magnacca: «Controlli e multe a chi non taglia le erbacce»
VASTO. Il peggio è passato, ma resta l'allerta. Almeno per un'altra settimana il rischio incendi nel Vastese è alto. La conta dei danni dopo i roghi di domenica racconta il disastro. La fascia collinare che va da Sant'Antonio Abate a San Salvo , passando per contrada Lota, è spettrale. Diverse le famiglie che hanno subito danni. Resta la rabbia della città per l'esiguo numero di vigili del fuoco a disposizione e per la mancanza di acqua. I volontari si sono trovati nell'impossibilità di spegnere il fuoco per mancanza di acqua. È così partita una colletta di secchi. Alcuni soccorritori hanno chiesto l'acqua all'ipermercato Pianeta. I focolai riaccesi durante la notte sono stati domati da 4 squadre della protezione civile. E ora è caccia ai responsabili dell'inferno. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, invoca l'intervento della magistratura. Sinistra italiana e i consiglieri comunali Alessandra Cappa e Davide D'Alessandro lo invitano a far pulire la vegetazione incolta. Appello del sindaco Tiziana Magnacca.
IL SINDACO DI VASTO «È stata», dice il sindaco Menna, «una giornata difficile e drammatica con incendi in diversi punti della città. Mi stringo attorno alla famiglia che a causa del rogo e degli ingenti danni non è potuta rientrare nella propria abitazione. Esprimo vicinanza a tutti coloro che hanno subito danni e a tutti quelli che sono stati costretti per ragioni di sicurezza a lasciare le loro case con la paura di veder distrutti anni di lavoro e sacrifici. Confido ora nella magistratura affinché sia fatta piena luce su questa vicenda. Se dietro tutto ciò c'è la mano dell'uomo è doveroso che paghino quanto provocato. Ringrazio di cuore tutti i cittadini che hanno collaborato per arginare e spegnere le fiamme».
TAGLIENTE RACCONTA Fra le vittime di uno degli incendi, l'ex sindaco di Vasto, Giuseppe Tagliente. Il giorno dopo l'inferno, racconta il suo stato d'animo davanti al suo giardino devastato. «Se non fossero intervenuti i condomini», spiega Tagliente, «che ringrazio sentitamente per la generosità dimostrata, la mia abitazione sarebbe stata letteralmente ingoiata dalle fiamme. I soccorsi si sono visti purtroppo soltanto a fiamme già spente essendo i vigili del fuoco impegnati in diverse altre zone della città. Nel momento in cui ho maggiormente temuto il peggio e nemmeno avuto l'opportunità di sentirmi rispondere dal centralino del 115, non ho potuto fare a meno di pensare che occorre potenziare il servizio antincendio dotandolo di più uomini e mezzi. La Regione dovrebbe investire in questa direzione rimpinguando i relativi capitoli di spesa che sono stati invece diminuiti. I Comuni dovrebbero vigilare di più imponendo mediante apposite ordinanze la pulizia delle aree abbandonate e disponendo controlli a tappeto. Una volta esistevano i vigili campestri, oggi dove sono i vigili?».
SINISTRA ITALIANA Da Lota a Sant'Antonio Abate è stato necessario recuperare l'acqua chiedendo a tutti di collaborare. Fatto questo che ha scatenato l'ira di una città che pur pagando bollette sempre più salate ha sempre meno disponibilità della risorsa idrica. «Le tubazioni degli acquedotti», accusano Claudio Di Vincenzo e Michele Marino di Sinistra italiana, «sono colabrodi. La gestione del ciclo dell'acqua deve tornare ad essere veramente pubblica. I consigli di amministrazione devono essere sciolti e sostituiti con uno snello e preparato consiglio di attori pubblici». I due rappresentanti di SI invitano gli amministratori ad amare di più il territorio facendolo pulire e creando corridoi che aiutano i soccorritori a operare meglio.
CAPPA E D’ALESSANDRO Se la scintilla è partita dalla mano dei piromani, la vegetazione incolta e selvaggia che circonda Vasto ha fatto il resto. «Il pomeriggio di domenica», scrivono i consiglieri comunali Alessandra Cappa e Davide D'Alessandro, «è stato terribile per la città e per tanti vastesi che hanno visto il fuoco avvicinarsi sino a lambire quanto c'è di più caro: la propria casa. In molti, addirittura, si sono dovuti adoperare con mezzi di fortuna affinché il fuoco non prendesse il sopravvento. Cosa succederebbe se dovesse scoppiare un incendio nella vegetazione che costeggia la pista ciclabile? È necessario richiamare l'attenzione dell'amministrazione comunale e di tutte le autorità preposte affinché prendano immediati provvedimenti. È inutile che Menna si appelli alla magistratura: i vastesi si appellano a lui»
APPELLO DI MAGNACCA «Ci aspetta una settimana torrida; sostiene il sindaco di San Salvo, «invito i cittadini ad avvisare subito le forze dell'ordine alla vista dei focolai. Chiedo però a tutti i proprietari di terreni di ripulirli immediatamente dalla vegetazione incolta e pericolosa. La polizia locale è al lavoro con i controlli. Chi non rispetta le regole sarà sanzionato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

