«Dormo in negozio per paura dei ladri»

11 Gennaio 2018

Il racconto del macellaio Ciuffreda: hanno provato a forzare la porta per rubare, ora non posso lasciare incustodito il mio locale

VASTO. Ha trascorso la notte nel suo negozio dopo che qualche ladro ha provato a forzare l’ingresso. Pasquale Ciuffreda, titolare di una macelleria in via Santa Maria Maggiore, non lascia neanche di notte il suo negozio in centro storico, dove da inizio anno un’ondata di furti sta terrorizzando residenti e commercianti. «Quel che è peggio è che chi dovrebbe prendere provvedimenti dice che sei un bugiardo e che Vasto è un paradiso. Io ho trascorso la notte nel mio negozio dopo che all’una qualcuno ha provato a forzare la porta», racconta Ciuffreda, «sono costretto a dormire qui». Via Santa Maria Maggiore è il cuore martoriato di Vasto. Ladri e teppisti stanno costringendo i residenti ad andare via. «Al tramonto c’è il coprifuoco. Non si vive più. Stiamo organizzando una raccolta firme da mandare alle autorità», afferma il macellaio. Da inizio anno il centro storico conta cinque spaccate, più una serie interminabile di atti vandalici e furti nelle auto. «Con il passare degli anni la situazione peggiora», dice Roberto Memmo, titolare dell’omonima boutique in piazza Pudente, «non è una percezione solo nostra. I problemi del centro storico sono cominciati 20 anni fa con l’inizio di un esodo che ha provocato lo spopolamento del centro cittadino. L’attuale sindaco, Francesco Menna, è troppo buono ed educato per far valere le nostre ragioni. La paura però aggrava gli effetti della crisi». Se da una parte in città si è ricominciato a collaborare e a darsi una mano tra vicini (l’intervento dell’ottico Checchia in difesa dell’oreficeria degli Scafetta, presa di mira dai rapinatori, ne è un esempio), dall’altra il clima di sospetto è fortissimo e i cittadini non hanno più la tranquillità neanche in casa propria. Le abitazioni sono diventate una vera e propria prigione. E a volte neppure basta. Lucia Cordisco per due volte ha subito la visita dei ladri che hanno portato via tutti gli attrezzi da operaio edile del marito. «Il problema è a monte. È lo Stato che non ci tutela più tagliando i fondi per le forze dell’ordine e la sicurezza. Preso atto di quello che accade, noi cittadini dovremmo reagire e ribellarci», afferma la donna. Non è meno arrabbiato Mario Di Luca, pensionato residente nel centro storico. «È offensivo sentire che i furti sono diminuiti e che Vasto non ha bisogno di aiuto. Non sono diminuiti i furti ma la fiducia del cittadino nello Stato, ecco perché ci sono meno denunce», dice il pensionato, «io credo che i tempi siano maturi perché chi si è assunto l’alta responsabilità di governarci prenda coscienza della situazione insostenibile che si è venuta a creare, aiutando le forze dell’ordine a tornare in possesso degli strumenti adeguati alla difesa di una città gravemente ferita». Un gruppo di pensionati fermo in piazza Rossetti annuisce. C’è chi rivela di andare a dormire con un bastone vicino al letto. Un clima da Far West che non può essere la soluzione del problema. «Si lavora con il terrore di essere aggrediti. Ogni mattina arrivi al lavoro temendo di trovare l’ingresso spaccato e il locale devastato. A me è successo due volte nel periodo pasquale», racconta Angelo Nanni, titolare con il fratello Marco del bar Naumachia nell’omonima via. «E il 2018 è iniziato con due spaccate ai negozi vicini. È una situazione che provoca uno stato di ansia indescrivibile. Va trovata al più presto una soluzione», dice scuotendo la testa il barista.
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