Dove fare il nuovo ospedale? Lite Pd-sindaco

Atessa. Di Cola: «Vicino alla foce del Sangro». Cicchitti: «Meglio l’area della stazione di Fossacesia»
ATESSA. La divergenza sul luogo è di qualche centinaia di metri: il sindaco Nicola Cicchitti (Udc) vuole l’ospedale di compensorio a ridosso della stazione ferroviaria di Fossacesia, mentre Andrea Di Cola, segretario atessano del Pd, lo vorrebbe in prossimità della foce del Sangro, stesso territorio; sul resto c’è divisione, soprattutto sulla primogenitura dell’idea. Benzina sul fuoco è stata messa da Andrea Di Cola e Michael Lusi, segretario e portavoce Pd, che hanno affermato: «Soltanto con la realizzazione di un ospedale territoriale competitivo e di alto profilo, nella zona di Fossacesia, che coinvolga anche Vasto e Lanciano, e con l’allestimento di una rete efficace di emergenza/urgenza, riusciremo a rafforzare il territorio sotto il profilo dell’offerta sanitaria e garantire il diritto alla salute alle prossime generazioni». Una richiesta che oltrepassa i campanilismi. «Pensiamo», affermano i due esponenti del Pd, «che questa logica abbia fatto il suo tempo e che, in una fase delicata come quella che stiamo vivendo, rappresenti un danno soprattutto per quelle realtà che insistono nella volontà di conservare l’esistente».
A leggere la notizia Cicchitti sarà saltato dalla sedia perché fu lui a proporre un paio di anni l’idea. «Il giovane segretario del Pd Di Cola», afferma il sindaco, «non ancora nasceva quando con coraggio ho lanciato la proposta di un ospedale di eccellenza alla foce del Sangro a ridosso della stazione ferroviaria di Fossacesia, che oltre all’ospedale di Atessa e Lanciano deve comprendere anche quello di Vasto. Durante la passata legislatura, la proposta fu condivisa solo dall’ex senatore Angelo Staniscia a differenza del gruppo Pd in occasione di una discussione in consiglio comunale e poi in altre circostanze pubbliche come l’incontro tenutosi al teatro comunale con i cittadini, operatori sanitari e direttori generali della Asl».
Durante il periodo estivo si è fatto un gran parlare del San Camillo di Atessa perché dal 1° luglio al 15 settembre la direzione generale della Asl ha deciso la chiusura dei reparti di Chirurgia e Ortopedia per permettere la turnazione delle ferie con gli altri nosocomi. Contro tale decisione si è costituito un comitato civico che èha raccolto 5mila firme. È decisione recente che i reparti riapriranno con una settimana di anticipo. Magra consolazione per alcuni. «Mi sembra», conclude Cicchitti, «che il presidente della Regione sia del Pd come pure l’assessore alla sanità che addirittura e della nostra provincia e nulla hanno fatto per impedire la chiusura estiva del reparto. Cola tenta fughe in avanti che hanno solo sapore d’inesperienza e di gioventù, Atessa ha bisogno di ben altro».
Matteo Del Nobile
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