Dragaggio, c’è il via libera Presto l’avvio dei lavori

Ortona. La Regione autorizza le opere di escavazione dei fondali del porto Il sindaco Castiglione: finalmente possiamo firmare il contratto con la ditta
ORTONA. Il Dipartimento opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali della Regione ha firmato la determinazione con cui si autorizzano i lavori di escavazione e approfondimento dei fondali del bacino portuale di Ortona. Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivato l’annuncio da Palazzo di città dell’atto amministrativo che chiude, almeno apparentemente, con esito positivo, un lungo percorso di verifiche e di autorizzazioni avviato dal Comune di Ortona sul progetto definitivo relativo alle operazioni di dragaggio del bacino portuale e sullo smaltimento dei relativi sedimenti marini. «Con questa autorizzazione», dichiara il sindaco Leo Castiglione, «possiamo finalmente firmare il contratto e avviare i lavori».
Ma le opere da realizzare allo scalo di San Tommaso continuano a far discutere. La Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa) invita l’Area marina protetta del Cerrano ad essere capofila di un ricorso al Tar contro la decisione della Regione per quanto riguarda lo scarico in mare - a poca distanza dalla stessa area del Cerrano - del materiale dragato nel porto di Ortona. I sindaci di Montesilvano, Città Sant’Angelo e Pineto annunciano il ricorso alle vie legali per tutelare «gli interessi degli enti e della Torre di Cerrano di fronte alla decisione di sversare i sedimenti derivanti dal dragaggio del porto di Ortona nella zona antistante i Comuni di Montesilvano, Città Sant’Angelo, Pineto e Silvi e dell’Area Marina Protetta».
Dalle sfere politiche, invece, il consigliere regionale Mauro Febbo fa sapere di aver avanzato la richiesta al dirigente del Servizio opere marittime e acque marine della Regione, Franco Gerardini, al ministero dell’Ambiente e all’Autorità portuale di Ancona, per far chiarezza sui lavori per l’approfondimento dei fondali ortonesi, «ovvero su quella che sembra una misteriosa odissea fatta di norme e procedure non rispettate». La Soa ribadisce che lo scarico di quasi 350.000 metri cubi di materiale presenta delle criticità. Sottolinea come i dati rilevino che il mare nel sito di immersione sia già in sofferenza, e parla di «mancanza della Valutazione di incidenza per gli effetti sul Sito di interesse comunitario del Cerrano». La Stazione Ornitologica Abruzzese rimarca inoltre che il «progetto di immersione è tra i più rilevanti in Italia, forse il più imponente in termini di quantità di materiale da gettare in mare».
Anche il presidente della commissione di vigilanza, Febbo, nutre perplessità. «Allo stato, non esiste uno studio di incidenza dell’intervento necessario per valutare i principali effetti che lo sversamento a mare dei fanghi di dragaggio del porto di Ortona ha sugli habitat presenti nel vicino Sito di importanza comunitaria Torre del Cerrano», denuncia. Questo ed altri problemi vengono da lui evidenziati, ed avverte: Nessuno si permetta di strumentalizzare la mia iniziativa, ma che si attivi per dare risposte certe e celeri. Sono il primo a desiderare il dragaggio del porto di Ortona, fondamentale per lo sviluppo dell’intera economia regionale».
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