Dragaggio del porto La Soa: «Troppe criticità»

ORTONA . «Gli studi dell’università di Messina rivelano uno stato di stress ambientale del mare, ma si vuole usare lo stesso l’Adriatico come discarica per il progetto del Comune di Ortona di...
ORTONA . «Gli studi dell’università di Messina rivelano uno stato di stress ambientale del mare, ma si vuole usare lo stesso l’Adriatico come discarica per il progetto del Comune di Ortona di dragaggio del porto». La denuncia arriva dalla Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus che, leggendo tutta la corposa documentazione e non solo lo studio preliminare ambientale, ha scoperto che in diverse relazioni, depositate solo come allegati, vi sono dati estremamente preoccupanti. La Soa ha quindi depositato le proprie osservazioni al progetto presso la Regione Abruzzo entro il termine ultimo previsto dalla legge. L’associazione aveva sollevato la questione non appena era stato depositato il progetto, chiedendo a tutti gli enti locali di prendere posizione. «L’intervento prevede il dragaggio di 738.944 metri cubi di sedimenti con la successiva immersione in mare, davanti alla costa di Pescara, Montesilvano e Silvi, di 342.694 metri cubi di materiali ricchi di pelite (la componente fangosa), ben il 46% dell’intera quantità dragata», dichiara la Stazione Ornitologica Abruzzese. «Un’altra parte consistente, di 278.112 metri cubi, verrebbe immersa tra le scogliere e la spiaggia del tratto a nord della costa di Ortona per ripascimento (Riccio-Foro). La parte restante, 107.422 metri cubi, contaminata, andrebbe nella cassa di colmata del porto di Ortona». Sono state quindi presentate una serie di osservazioni riguardanti, ad esempio, lo stato delle aree di ripascimento ed immersione, lo stato della vasca di colmata al porto di Ortona, la quantità di materiale da immergere in mare e le preoccupazioni in merito al potenziale impatto sull’area marina protetta della Torre del Cerrano. Per tutti questi motivi la Stazione Ornitologica auspica che «il progetto sia mandato a Valutazione di Impatto Ambientale e che il mare non sia visto come una discarica potenziale». (a.s.)

