Dragaggio, Febbo scopre l’inghippo

Dopo l’appalto “doppione” spuntano due documenti (con la stessa firma) che dicono l’uno il contrario dell’altro
ORTONA. A cosa è finalizzato il dragaggio del porto di Ortona? Se lo chiedono i due esponenti di Forza Italia, il consigliere regionale Mauro Febbo e il consigliere comunale Tommaso Cieri, che ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa nella sala consiliare del Comune di Ortona per illustrare, a loro modo di vedere, i dubbi e le contraddizioni sull'andamento e la gestione dei lavori che porteranno all'escavazione dei fondali.
«Ho presentato in questi giorni un'interpellanza urgente al presidente della Regione e assessore competente dopo che il Rup, il geometra Americo Di Nicolantonio, con una nota ha smentito quanto da lui stesso sottoscritto nell’elaborato del progetto R3 Relazione Ambientale Valutazione di Assoggettabilità», ha affermato Febbo. «L'elaborato dice che “i lavori di dragaggio dell’area portuale, in parte realizzati con l’attuale progetto, dovrebbero permettere l’ingresso in porto anche di imbarcazioni con stazza superiore a 14.000 tonnellate di stazza lorda, oggi impossibilitate ad accedervi a causa dei fondali ridotti per le correnti sottomarine"», ha precisato il consigliere regionale. «Ma con una nota del 25 gennaio 2016 a firma di Di Nicolantonio, attraverso cui si rispondeva a una mia precisa richiesta di chiarimenti, si scopre che il dragaggio non serve per “permettere l’ingresso in porto anche di imbarcazioni con stazza superiore a 14.000 tonnellate”, in quanto lo stesso afferma che “nel porto di Ortona attraccano, con i fondali attuali, navi aventi stazza lorda ben superiore alle 14.000 tonnellate”». Una contraddizione che non è passata inosservata e che ha sollevato i dubbi dei due esponenti di Forza Italia. L'altro nodo da sciogliere è quello riguardante la presenza della cassa di colmata che a quanto pare sarebbe previsto nel progetto definitivo: «Sono sette mesi che cerco di far capire che la realizzazione di una vasca di colmata è una infrastruttura portuale la cui autorizzazione è di competenza della Commissione Via Nazionale» ha fatto notare Cieri, chiedendosi con Febbo se non fosse stato meglio acquisire prima l'autorizzazione e poi procedere con la gara, l’aggiudicazione dei lavori e la realizzazione sia del dragaggio che della cassa stessa.
Una battuta, infine, i due l'hanno riservata all'appalto "doppione" emerso negli ultimi giorni, affermando che se la gara indetta dal Provveditorato andasse avanti si aprirebbero «scenari kafkiani e decisamente imbarazzanti».

