Droga coltivata fai-da-te Scattano nuovi sequestri

Blitz dei carabinieri in casa di un operaio: trovate serra e sei piante alte due metri Domiciliari per i 4 arrestati con sei chili di marijuana: «Sono per uso personale»
LANCIANO. Sempre più coltivatori di droga fai-da-te. Gli arresti e i sequestri degli ultimi giorni, da parte di carabinieri e polizia, svelano il crescente fenomeno di chi coltiva da sé, in casa, la marijuana, diventando spacciatore per arrotondare i magri introiti da lavoro oppure per evitare di acquistare da terzi la “canna” abituale. D’altronde ormai da internet si può acquistare tutto l’occorrente. Così gli appartamenti si trasformano in serre ed essiccatoi, come quello del 40enne di Fossacesia arrestato dalla polizia con oltre 7 chili di marijuana. Il mese scorso nella cantina di un operaio di 53 anni i carabinieri hanno trovato una mini serra e 4,5 chili di stupefacente, diviso per qualità.
Risale a venerdì sera l’ultimo sequestro, collegato ai 4 arresti del giorno prima effettuati dai carabinieri di Atessa. I militari del Nucleo operativo, diretto dal tenente Federico Ciancio, sono tornati a Lanciano per un’altra perquisizione: a casa di M.D., operaio 34enne di origini campane, sono stati rinvenuti e sequestrati 6 piante di marijuana, una serra termica alta 2 metri comprensiva d’impianto di areazione, illuminazione e umidificazione, 160 grammi di marijuana tra quella già essiccata e da essiccare, un bilancino di precisione, centinaia di bustine in cellophane con chiusura ermetica oltre a materiale vario utile per l’attività di coltivazione e confezionamento. L’operaio è stato denunciato a piede libero.
E restano ai domiciliari i 4 arrestati, comparsi ieri in tribunale per l’udienza di convalida. Tutti hanno risposto alle domande del gip Massimo Canosa. G.M., 31 anni, assistito dall’avvocato Maura Sgrignuoli, si è assunto la paternità della droga, per uso personale, trovata nella casa in cui vive con I.G., 24 anni, difesa da Rachele Martelli. La coppia contesta il peso effettivo della sostanza rinvenuta, che sarebbe inferiore ai 3 chili messi a verbale dai carabinieri. Si definisce estraneo ai fatti F.D.R., 36 anni: «Era andato a trovare gli amici», spiega il legale Alberto Paone, «le perquisizioni a suo carico hanno dato esito negativo, mi appellerò al Riesame». Infine G.B., 37 anni, difeso dall’avvocato Vincenzo Menicucci, ha ammesso di aver piantato la marijuana dietro casa per avere una scorta personale. Ma le piante, ritirate 10 giorni prima e riposte in garage, avrebbero fruttato più del previsto, circa 3 chili di stupefacente. La Procura aveva chiesto per tutti il carcere, ma il gip ha confermato i domiciliari.

