Droga per la movida, s’indaga sui fornitori

Resta in cella il teatino Pierluigi Bellia che nascondeva nella credenza cocaina, hashish e marijuana
CHIETI. Si allargano le indagini della squadra mobile dopo l’arresto di Pierluigi Bellia, il teatino di 26 anni che nascondeva in casa la droga destinata alla movida di Chieti Scalo. Ora i poliziotti puntano a individuare i fornitori delle sostanze stupefacenti trovate venerdì sera in un appartamento di viale Benedetto Croce: i due cellulari sequestrati all’indagato potrebbero essere utili per ricostruire il giro d’affari illegale. Nel frattempo, ieri mattina, il giudice Andrea Di Berardino ha convalidato l’arresto di Bellia, confermando nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. L’indagato, assistito dall’avvocato Alessandro Perrucci, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il giorno in cui sono scattate le manette, gli investigatori si sono insospettiti per alcuni strani movimenti nei pressi di un complesso di case popolari, in particolare vicino alla palazzina in cui abita il 26enne. Nel giro di poco tempo, la scena si è ripetuta tre volte. I giovani arrivavano, suonavano il campanello o facevano una telefonata, Bellia si affacciava sul balcone e li faceva salire. Tempo qualche minuto e quegli ospiti si allontanavano. Dopo un po’, sono arrivati altri quattro ragazzi che, contrariamente a quelli entrati nel palazzo in precedenza, si sono trattenuti nell’appartamento. A quel punto è scattato il blitz. La droga era custodita in un cassetto della credenza: i poliziotti hanno sequestrato 74 grammi di cocaina in un unico involucro, 113 grammi di marijuana in un’altra busta e 34 grammi di hashish in due confezioni diverse. Gli agenti hanno trovato anche un bilancino di precisione e 400 euro in contanti. Bellia, alle spalle precedenti per rapina, lesioni personali ed evasione, è finito in cella su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani. Fin qui, la ricostruzione del blitz.
Per il giudice Di Berardino, Bellia sembra inserito in «un fiorente traffico di stupefacenti», considerando i quantitativi e la varietà della droga sequestrata, e ha messo in piedi «un intenso» spaccio al minuto all’interno della sua abitazione. Bellia, dunque, resta in una cella del carcere di Vasto: rischia una condanna superiore a tre anni di reclusione. (g.let.)
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