Droga, svelati gli affari del muratore disoccupato

17 Gennaio 2019

L’inchiesta sulla giovane coppia finita in arresto con due chili di hashish e cocaina Il provvedimento del giudice: «Un giro da migliaia di euro con decine di clienti»

CHIETI. È caccia ai maxi affari del muratore disoccupato con «un’ampia platea di clienti di cocaina e hashish». Così scrive il giudice Luca De Ninis nell’ordinanza con cui conferma il carcere per Antonio Capuozzo, napoletano di 35 anni, e dispone i domiciliari per Veronica Fiaschetti, studentessa universitaria di 24 anni originaria di Latina. La coppia era finita dietro le sbarre domenica pomeriggio dopo il blitz della squadra mobile di Chieti: in auto nascondeva due chili di hashish e a casa custodiva in un armadio 54 grammi di cocaina. Con riferimento ai tre bloc-notes e ai fogli sequestrati nell’abitazione di via dei Vestini dove i due fidanzati convivevano, secondo il giudice «va rimarcato che l’attività di spaccio risulta di notevole entità, come documentano i mastrini rinvenuti dalla polizia, che evidenziano un giro di clienti per svariate decine di unità, ciascuno con importi di svariate centinaia o migliaia di euro e quantitativi anche nell’ordine di più chilogrammi, coerenti con l’ultimo rifornimento di 20 panetti da un etto ciascuno». Tutti questi elementi, si legge ancora sull’ordinanza, «costituiscono indizi gravi sia dei contatti dell’indagato con i livelli superiori della distribuzione dello stupefacente sia della sua gestione dell’attività di cessione ai livelli inferiori, da valutarsi congiuntamente con la dichiarata assenza di tossicodipendenza e con la condizione di permanente disoccupazione». Per Capuozzo è «intenso, concreto e attuale il pericolo di reiterazione del reato per il ruolo primario da lui assunto, per la dimostrata capacità di gestire un giro di affari illecito di rilevante dimensione, per la condizione di totale esclusione dal circuito lavorativo legale e per la negativa personalità dimostrata dal grave precedente specifico a suo carico e dalla permanente adesione alla logica criminale».
Il giudice ritiene che ci siano gravi indizi di colpevolezza anche per Fiaschetti, «che ha adibito la propria abitazione universitaria quale base logistica dell’attività di spaccio gestita dal convivente, ricavandone sicura agiatezza economica». Più nel dettaglio: «La ragazza, a suo dire studentessa universitaria fuori corso a Chieti, ha scelto di legarsi sentimentalmente e di convivere, offrendo la propria abitazione e beneficiando del pagamento dell’affitto da parte sua, con un compagno che non ha frequentato neppure le scuole superiori, pregiudicato e disoccupato, ma che tuttavia dispone di notevoli risorse economiche derivanti da un’ampia platea di clienti di hashish e cocaina, con giro di affari di svariate centinaia o migliaia di euro per ogni posizione». Anche per la giovane c’è «pericolo di reiterazione del reato, rischio al quale l’indagata è fatalmente esposta anche al solo fine di ripianare il debito inflitto ai fornitori a causa del sequestro». Capuozzo è difeso dall’avvocato Corradino Marinelli, mentre Fiaschetti è assistita dall’avvocato Roberto Di Loreto.