Due artiste ridipingono le opere sparite di De Benedictis

BUCCHIANICO. Gli artisti di Bucchianico restituiscono alla comunità le quattro opere dell'artista guardiese Francesco Maria De Benedictis, datate dal 1855 al 1861, che nel 2004 furono rubate nella...
BUCCHIANICO. Gli artisti di Bucchianico restituiscono alla comunità le quattro opere dell'artista guardiese Francesco Maria De Benedictis, datate dal 1855 al 1861, che nel 2004 furono rubate nella chiesa di Sant'Urbano e mai ritrovate. L'anno scorso gli artisti bucchianichesi avevano già ridato alla luce il dipinto intitolato "Educazione di Maria", sabato sera le altre tre che raccontano dei miracoli di San Donato e di Sant'Aldemario. «Questi gesti mostrano come i bucchianichesi tengano alla loro chiesa», ha commentato il parroco Mario Agasantis. E in effetti entrando ora nella chiesa di Sant'Urbano, patrono della cittadina che a maggio, come avviene dal 1281, festeggerà il Santo con il rito ultrasecolare della "ciammaichella", non si possono non osservare come le cornici, prima vuote, abbiano ripreso vita. L'olio su tavola più grande, 2,50X1,20, riguarda il miracolo di San Donato ed è stato posto alla sinistra dell' ingresso principale. Invece le altre due opere, delle dimensioni di 1,20X 70, sono andate a costeggiare la pala centrale del transetto in cui è raffigurato Sant' Aldemario. Per riportare alla luce le raffigurazioni del De Benedictis ci sono voluti sei mesi di lavoro per le artiste Silviana Di Lanzo e Paola Volpe, coordinate dal professor Lorenzo Cocco. «Il nostro gruppo artistico è nato con l'obiettivo di suscitare maggior attenzione nella cittadinanza sul problema del mantenimento della decorazione e conservazione della chiesa di Sant'Urbano», spiega Cocco, «Ci auguriamo che la comunità operi maggiormente per essere tutti orgogliosi del nostro patrimonio». All'inaugurazione delle opere che si svolta sabato sera sono intervenuti anche l'architetto Giuliano Di Menna che ha rimarcato le origini medievali della chiesa; Cristina Saraullo, laureata in storia dell'arte e il vice sindaco Valentina Tatasciore. Non poteva mancare all'evento il Banderese 2015, Franco Pinti, che fra un mese e mezzo si arruolerà, come recita la leggenda, alla battaglia contro Teate e sarà proprio Sant'Urbano a svelare la strategia per vincere.
Debora Zappacosta
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