«Due aziende al posto della Honeywell»

Atessa. Proposta del sindacato Fim dopo la chiusura della fabbrica: prima verifica entro il 13 settembre
ATESSA. Due aziende invece che una per prendere il posto della Honeywell. È la proposta dei sindacati, lanciata in particolare dalla Fim Cisl, all’indomani dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico (Mise) per discutere della delicata fase della reindustrializzazione, dopo la dismissione, il 5 marzo scorso, di ogni attività produttiva da parte della fabbrica dei turbocompressori. Sul tavolo del Mise, al vaglio dei partecipanti all’incontro tra cui i segretari provinciali e le Rsu di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil e il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, sono arrivate ufficialmente due proposte. Una riguarda la Imm Hydraulics spa (il cui stabilimento è proprio di fronte alla Honeywell), azienda leader nella produzione di tubi e raccordi oleodinamici, il cui piano prevederebbe l’assunzione nei prossimi due anni di 110 dipendenti, da cui decurtare 16 lavoratori già assunti. La Imm opererebbe nel settore agricolo e movimento terra dal momento che si occupa dei sistemi di connessione oleodinamica dei veicoli agricoli. La seconda proposta è arrivata dal gruppo Eldor, multinazionale leader nel settore automotive, fornitore delle principali case automobilistiche mondiali, specializzata nella produzione di sistemi di accensione, centraline elettroniche, attuatori Abs e sistemi per veicoli ibridi ed elettrici. La Eldor, secondo quanto riferito da Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl, prevede un piano industriale secondo cui l’impatto occupazionale nel quinquennio si attesterebbe intorno ai 109 dipendenti. Di qui la proposta dei sindacati: far restare sul territorio che ha visto la perdita del posto di lavoro di oltre 400 dipendenti Honeywell, entrambe le aziende.
«La valutazione del piano industriale verrà effettuata entro il 30 settembre su aspetti che riguardano la solidità aziendale, sostenibilità piano industriale e assorbimento occupazionale», scrive Uliano in una nota. «È certamente positivo il fatto che in un così breve periodo si siano manifestate due proposte industriali che, da una prima analisi, risultano essere concrete e solide. Per noi», ribadisce Uliano, «fatta salva la solidità aziendale, è indispensabile dare priorità alla soluzione più rispondente alle esigenze occupazionali di dare risposta ai lavoratori licenziati. Abbiamo chiesto di verificare la compatibilità di avere tutte e due le presenze industriali, in modo da ottimizzare la risposta occupazionale. Entro il 13 settembre si farà una prima verifica dello stato di avanzamento del programma di reindustrializzazione, con l’obiettivo di procedere all’assegnazione entro fine di settembre».
Daria De Laurentiis
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