Due casi in meno al giorno ma l’attenzione resta alta

2 Aprile 2021

Lanciano: i contagi di marzo leggermente in calo rispetto a quelli di febbraio Il consigliere Settembrini: al centro vaccinale di San Vito non c’è l’ambulanza

LANCIANO. Due contagiati in meno al giorno nel mese di marzo rispetto ai 28 giorni neri di febbraio. In città sono stati 331 i casi Covid registrati a marzo, mentre erano 355 a febbraio. Numeri ancora importanti causati dai due focolai scoppiati in ospedale (17 positivi) e nella residenza anziani Villa Novecento (35 casi e un decesso), ma in discesa. Dati quindi incoraggianti come lo sono anche quelli di San Vito a quota 36 con molte possibilità di uscire oggi dalla zona rossa (anche se per Pasqua tutte le regioni sono rosse), mentre Casoli resta a 48. Servono i vaccini per far scendere i casi, ma la somministrazione ha ancora delle falle: chiamate che arrivano mezz’ora prima della somministrazione e dosi sbagliate: a San Vito ieri anziani giunti per il richiamo di Moderna, ma c’erano solo i Pfizer.
I DATI Secondo i numeri forniti dalla Regione, in città ci sono stati 331 casi Covid nel mese appena chiuso, un numero importante (nella classifica, che non considera i guariti, Lanciano è 5ª dopo Pescara, Montesilvano, Chieti e L’Aquila) comunque inferiore a febbraio che ha registrato 355 nuovi positivi e pochissimi guariti. In media due casi in meno al giorno, ma sia febbraio che marzo sono ben lontani dai 186 contagiati avuti dal 1° al 31 gennaio. A pesare sono i due focolai dell’ospedale Renzetti (16 positivi a Medicina che oggi dovrebbe riaprire ai ricoveri e 1 positivo in Neurologia) e della casa anziani Villa 900 con 35 casi.
I VACCINI Vanno avanti tra gioie e dolori. La gioia è dei trapiantati e dializzati che possono ricevere la dose direttamente nel reparto di Nefrologia del Renzetti. La battaglia dell’associazione Ared ha dato i suoi frutti e da ieri è iniziata la somministrazione delle dosi. Sarà vaccinato anche il dializzato che, chiamato dalla Asl giorni fa per fare la dose a San Vito, avendo rifiutato perché era sottoposto a dialisi in quel monento, aveva perso la priorità. Stessa situazione di una 86enne di Sant’Eusanio. «Ho iscritto mia nonna a gennaio sulla piattaforma regionale per la vaccinazione», racconta la nipote, «a febbraio nessuna chiamata. Anche a marzo tutto sembrava tacere, ma alle 15.20 del pomeriggio ricevo una telefonata in cui mi si comunica che mia nonna si sarebbe dovuta vaccinare il pomeriggio stesso a Casoli. Non potendola portare ho chiesto se era possibile prenotarsi per un altro giorno: mi è stato risposto di no». «Non si possono chiamare le persone e dire di trovarsi entro mezz'ora al centro vaccinale altrimenti rischiano la priorità», denuncia il consigliere Renato Settembrini (Lanciano Vale). «Al centro vaccini di San Vito poi non c’è un’ambulanza: e se qualcuno dovesse avere una reazione allergica? Ieri poi molti anziani in fila per la 2ª dose sono dovuti tornare nel pomeriggio: avevano portato le dosi del Pfizer e non del Moderna».
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