Due condanne per la rapina alla Bcc Sangro Teatina

25 Novembre 2020

Atessa. Mirko Aspergo, 39 anni, e il cugino Emanuele, 38 anni, ritenuti colpevoli  Assolta Calia, considerata la basista. Giudizio ordinario per il quarto della banda

ATESSA. Due condanne e un’assoluzione per la rapina alla filiale Bcc di Piazzano di Atessa, messa a segno due anni fa. Il gup del tribunale di Lanciano, Riccardo Audino, ha ritenuto colpevoli Mirko Aspergo, 39 anni, di Roma, autore materiale del colpo, e il cugino Emanuele, 38 anni, autista della banda, mentre ha assolto Silvana Calia, 33 anni, di Atessa, considerata dagli investigatori la basista. Il quarto componente della banda, Luciano Martelli, 76 anni, di Roma, entrato in banca insieme a Mirko Aspergo, deve essere ancora giudicato con rito ordinario. I primi tre, i due Aspergo, difesi dall’avvocato Umberto Giovanni Sanzari del foro di Roma, e Calia, assistita dall’avvocato Antonella Marchetti, hanno scelto di andare a processo con il rito abbreviato.
Il pubblico ministero Serena Rossi aveva chiesto per tutti la condanna a oltre 6 anni per il reato di rapina in concorso. Il gup ha condannato Mirko Aspergo a 6 anni e 8 mesi e duemila euro di multa ed Emanuele Aspergo a 3 anni e 9 mesi, nonché a tre anni di interdizione dai pubblici uffici. Per quest’ultimo il giudice ha tenuto conto del fatto che fosse incensurato, mentre Mirko Aspergo aveva commesso la rapina durante un permesso premio dal carcere in cui era detenuto. Sono cadute, invece, le accuse per Silvana Calia, l’unica residente ad Atessa. La donna è stata assolta per prova insufficiente o contraddittoria (articolo 530, secondo comma). Soddisfatta per l’esito l’avvocato Marchetti, mentre l'avvocato Sanzari ha già preannunciato il ricorso in appello contro le condanne.
Il colpo da oltre 40mila euro alla Bcc Sangro-Teatina è stato messo a segno il 24 ottobre del 2018. Secondo le indagini condotte dai carabinieri di Atessa, gli Aspergo e Martelli erano arrivati in trasferta da Roma per fare la rapina, con l’aiuto di una persona del posto. La sera prima del colpo i tre avevano rubato l’auto a un pensionato di Atessa, una Fiat Uno usata poi per la rapina in pieno giorno. Sotto la minaccia dei taglierini, due rapinatori avevano tenuto in ostaggio tre clienti della banca, tre cassieri e il sostituto del direttore, per poi fuggire con il bottino, mai recuperato. Dopo il colpo la Fiat Uno era stata abbandonata per fuggire a bordo di due veicoli “puliti”. Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza i carabinieri erano risaliti alle auto. L’analisi dei tabulati telefonici, i pedinamenti e le testimonianze di clienti e dipendenti avevano poi completato il quadro indiziario. I quattro erano stati arrestati dieci mesi dopo il colpo, nell’agosto 2019. Accuse che ad oggi, tranne per la presunta basista, hanno sostanzialmente retto.
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