Due giorni senz’acqua Guardiagrele protesta Sasi: da oggi tutto ok

4 Ottobre 2019

Il presidente Basterebbe: «Portata ridotta alle sorgenti» Annunciata la redistribuzione: minore afflusso a Rapino  

GUARDIAGRELE. Emergenza idrica a Guardiagrele, Orsogna e San Martino sulla Marrucina, senz’acqua da due giorni. «Il problema», fa sapere la Sasi, «deriva dalle sorgenti superficiali dell’acquedotto Avello di Pennapiedimonte che in questo periodo sono carenti di risorsa idrica. La portata si riduce del 60 e anche del 70 per cento». Diversa è invece la versione del sindaco di Guardiagrele Simone Dal Pozzo che sostiene che a causare l’interruzione idrica di mercoledì pomeriggio sia dovuta al «guasto di valvole automatiche di manovra causato da un fulmine durante il temporale di mercoledì». Dal Pozzo dice è che è stata proprio la Sasi a comunicargli questa notizia. Guasto alle valvole o poca acqua alle sorgenti, pare comunque che il problema possa risolversi già per oggi, almeno a detta della Sasi.
«Comprendo le proteste», ha detto il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe, «mi rendo conto dei disagi che subiscono i cittadini, ma queste chiusure non sono arbitrarie, ma necessarie, non possiamo fare altrimenti quando si verificano determinate condizioni. Stiamo lavorando davvero da mesi con l’obiettivo di ridurre problemi e difficoltà, non si sta trascurando nessun aspetto, sia da un punto di vista tecnico che per quanto riguarda gli incontri e i tavoli di concertazione. Un percorso che stiamo portando avanti con determinazione e trasparenza proprio per migliorare la situazione. Il problema stavolta deriva dalle sorgenti superficiali dell’acquedotto Avello di Pennapiedimonte».
A spiegare in termini tecnici il problema è Donatello Di Prinzio, che questa volta parla da tecnico della Sasi (dove si occupa della rete di distribuzione) e non da consigliere comunale d’opposizione. «Per sopperire alla carenza idrica in questo territorio», dice Di Prinzio, «l’Aca dalla sorgente di Val di Foro ci fornisce l’acqua da una condotta che inizialmente serviva solo per integrare la risorsa idrica su alcuni comuni, nel corso degli anni è stata creata una diramazione a servizio di Rapino. Oggi l’Aca cerca di tutelare soprattutto i comuni di suo riferimento, fornendo l’acqua soprattutto a Rapino che attualmente riceve 1.200 litri pro capite, di gran lunga superiore alle reali esigenze». Alla luce di questa situazione la Sasi ha chiesto e ottenuto un tavolo di confronto con l’Ersi e l’Aca. Nel corso dell’incontro, fa sapere Basterebbe, «è stata ridisegnata la situazione e si è accertato che Rapino usufruisce di una quantità maggiore rispetto alle reali necessità. Bisognerà, quindi, operare una riduzione e provvedere a una distribuzione più equa e razionale. Al di là dei singoli problemi, le chiusure vengono fatte per razionalizzare la fornitura e garantire l’acqua tutti i giorni». (a.i.)