Due magistrati in aiuto da Chieti e Pescara

Procura. Dopo i trasferimenti di Carusi e Rossi ecco Ciani e Benigni “a tempo”. I nuovi pm da gennaio
LANCIANO. Sono i pm Giancarlo Ciani da Chieti e Anna Benigni da Pescara ad avvicendarsi nelle aule del tribunale di Lanciano per aiutare, almeno nelle udienze, il procuratore capo Mirvana Di Serio. Un aiuto - ieri infatti nell’aula gip c’era Ciani - che si spera possa continuare nei prossimi mesi perché nella Procura frentana è rimasta solo Di Serio, che si sta accollando la mole di lavoro notevole tra processi, fascicoli da preparare e chiudere, turni, visto che i sostituti procuratori Francesco Carusi e Serena Rossi si sono trasferiti. Carusi è a Macerata, Rossi a Velletri da alcuni giorni visto che hanno allungato di sei mesi la permanenza a Lanciano per chiudere alcuni procedimenti e in applicazione di un regio decreto del 1941 che impone di non lasciare sguarniti gli uffici fino alla nomina dei nuovi pm, che c’è stata nei mesi scorsi. In città arriveranno due sostituti di prima nomina: Elena Belvederesi, marchigiana, e Miriana Greco, campana. Con loro la Procura sarà tutta in rosa, caso mai accaduto prima. Ma il loro arrivo non ci sarà prima di gennaio 2024, da qui le ombre che si abbattono sulla Di Serio.
Altre ombre riguardano il personale che lavora in Procura. La Di Serio lamenta una grave carenza da anni e ora si è al minimo storico: sono 6 i dipendenti in servizio anziché i 15 necessari, e a fine anno ci sarà un nuovo pensionamento, quello di Concetta Orlando, per decenni a capo della segreteria del procuratore. «Ma ci sono anche luci», sottolinea Antonio Codagnone, presidente dell’Ordine degli avvocati di Lanciano che segue con i colleghi le vicende legate alla soppressione del tribunale di Lanciano e della sua Procura. «È positivo che siano stati nominati i due sostituti», dice Codagnone, «e guardiamo con fiducia al fatto che nel cosiddetto “interpello”, negli elenchi posti, siano comparsi per la prima volta dopo anni quelli per la Procura di Lanciano: sono 4. È un segnale che leggiamo positivamente nella speranza che l’idea del governo, appoggiata da tutta la politica abruzzese, di riaprire i tribunali minori, diventi realtà».
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