«Due notti nel ghiaccio, ma sono salvo»

Il racconto dell’escursionista bloccato al bivacco Fusco a 10° sottozero: ho avuto paura, sopravvissuto grazie all’esperienza
CHIETI. «Ho avuto paura. A un certo punto ho pensato che sarebbe stato il mio ultimo Capodanno». Michael Borrelli, 46 anni, ingegnere in vacanza in Abruzzo, ha trascorso le ultime due notti del 2018 da solo, sulla Maiella, a 2.455 metri d’altezza. La bufera di neve lo ha bloccato dentro il bivacco Fusco, a 10 gradi sotto zero. Ieri, verso le 11.30, a recuperarlo con l’elicottero sono stati i finanzieri del soccorso alpino e i vigili del fuoco. Adesso l’escursionista, a parte un principio di assideramento ai piedi, sta bene. Un’ora dopo essere tornato a valle, accetta di raccontare la sua esperienza. Con una certezza: «Questo Capodanno lo ricorderò per tutta la vita. Per fortuna, conoscevo alcune tecniche di sopravvivenza».
LE VACANZE. Michael, originario del Lazio, lavora in Belgio con una compagnia che si occupa di manutenzione e ispezioni di strutture. Qualche settimana fa è tornato ad Itri, vicino Latina, per trascorrere le feste di Natale con i familiari. «Ho deciso di fare questa escursione con un mio amico», racconta Borrelli. «All’ultimo lui non è potuto partire per un problema di famiglia, ma io non ho voluto rinunciare. D’altronde vado in montagna regolarmente, anche da solo, e sono ben equipaggiato». Così l’ingegnere civile con la passione per la natura è arrivato al rifugio Pomilio il 29 dicembre. «La notte ho dormito lì e la mattina successiva sono partito per raggiungere il monte Amaro. Questa è una zona che conosco, anche se non benissimo, perché c’ero già stato in passato».
L’IMPREVISTO. «Durante il cammino», continua Borrelli, «ha iniziato a nevicare. A quel punto ho deciso di cambiare obiettivo e fermarmi al bivacco Fusco. Ho pensato: “Stanotte dormo qui e domani torno a valle”. Per evitare che qualcuno si preoccupasse, ho inviato anche un messaggio all’amico che doveva partire con me». La mattina successiva sono cominciati i problemi. «Sono stato sorpreso dalla nebbia, non potevo muovermi. Le condizioni meteo sono peggiorate: aumentava il vento e cominciava a nevicare». Difficili anche le comunicazioni tramite cellulare. «Per avere un minimo di campo, bisognava uscire fuori dal bivacco e allontanarsi di una quindicina di metri. Ma c’era una tormenta di neve pazzesca e non potevo uscire ogni 5 minuti. Comunque era possibile inviare solo messaggi, perché il vento era fortissimo e non si riusciva nemmeno a parlare al telefono».
TEMPERATURA GLACIALE. «Sì, ho pensato che questo sarebbe stato il mio ultimo Capodanno», confessa Borrelli. «Dentro al bivacco c’era una temperatura di almeno 10 gradi sotto zero. Il problema principale era la disidratazione a causa dell’aria fredda e secca». Il pomeriggio del 31 a lanciare l’allarme con una telefonata al 118 di Chieti è stato il gestore del rifugio Pomilio, che attendeva l’escursionista per la mattina. La prefettura ha attivato il piano per il recupero, tant’è che una squadra del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) era già partita per il Fusco ed erano stati chiamati anche i finanzieri del soccorso alpino. Poi, però, si è deciso di rimandare tutto al mattino successivo per due ragioni. La prima: l’escursionista aveva comunicato di stare bene. La seconda: le cattive condizioni meteo.
CIBO E ACQUA. Ma Borrelli come è riuscito a resistere per due giorni? «Ero quasi sempre dentro il sacco a pelo per disperdere meno calore possibile. L’acqua che avevo con me era tutta ghiacciata, ma l’ho squagliata infilando anche le bottiglie sotto il sacco a pelo. Di tanto in tanto, riuscivo a bere qualche goccia». E il cibo? «Ho mangiato ogni due o tre ore: pane, formaggio, sgombro in scatola, salsicce secche, noci. Sembra incredibile, mi sono perfino addormentato. Anche se il rumore della tormenta era spaventoso: il bivacco veniva colpito da pezzi di ghiaccio che sbattevano contro la lamiera».
IL RECUPERO. Ieri, verso le 8, il recupero. I finanzieri del soccorso alpino di Roccaraso, al comando del maresciallo Lorenzo Gagliardi, sono partiti per il Fusco. Quando i soccorritori via terra si trovavano a un chilometro, il meteo è migliorato e Borrelli è stato prelevato con l’elicottero. «Mi sono spaventato, ma tornerò in montagna», è la sua promessa, «la amo troppo».

