Due nuovi assessori, c’è accordo sui nomi ma non sui tempi

Ferrara vuole dare subito le deleghe a Di Giovanni e Giannini Una parte della maggioranza invita il sindaco ad aspettare
CHIETI. I nomi degli assessori ci sono, la data dell’assegnazione delle deleghe non ancora. La maggioranza del sindaco Diego Ferrara ha trovata la quadra sull’accordo politico per la ricomporre la giunta, ma si tentenna sui tempi. Da un lato c’è chi, come il primo cittadino e buona parte della coalizione, vuole affidare a stretto giro gli incarichi. Dall’altra c’è chi chiede di far slittare le nomine, e tra questi ci sarebbe anche il presidente dell’assise civica, Luigi Febo.
Al momento, nell’esecutivo di Ferrara, dovrebbero entrare Filippo Di Giovanni del Partito democratico e Alberta Giannini come espressione dell’area di sinistra della coalizione. Il condizionale, salvo imprevisti, resta poco più che un pro forma, perché partiti e liste civiche che governano Chieti sembrano essere tutti d’accordo. Pochi e isolati i mugugni sui nomi di Di Giovanni e Giannini, sembrerebbe più che altro di natura personale e non politica.
Del resto non cambierebbero gli equilibri politici della giunta. Al posto di Enrico Raimondi, nominato come assessore esterno ma comunque in quota Pd, entrerebbe un consigliere comunale del Partito democratico. Giannini prenderebbe il posto di Mara Maretti, ma non sarebbe espressione di un gruppo consiliare bensì solo “d’area”. Una soluzione che consentirebbe a “Liberi a sinistra” di passare di fatto all’appoggio esterno che, in caso di diversità di vedute, consentirebbe alla formazione che appoggia Ferrara con tre eletti di “smarcarsi” senza eccessivo clamore. Un po’ quanto successo in occasione dell’approvazione del bilancio lunedì scorso, quando i tre di “Liberi a sinistra” sono usciti dall’aula.
Tornando alla questione assessori in sé, proprio il bilancio era stato indicato dal sindaco come spartiacque per procedere alla riassegnazione delle deleghe lasciate da Raimondi e Maretti. Ferrara, e con lui il grosso della maggioranza, ora vorrebbe tenere fede a quest’impegno, affidando quanto prima a Di Giovanni i settori delle finanze e delle politiche della casa, e a Giannini il sociale. Non tutti però sembrano d’accordo, nonostante su Di Giovanni e Giannini non siano stati posti veti.
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