E alla Sevel altri cinque casi: ora sono trenta

Aumentano i controlli: un dipendente con la mascherina abbassata rischia due giorni di sospensione
ATESSA. Con altri cinque dipendenti positivi dichiarati ieri dall'azienda, sale a 30 il numero dei contagi da Covid-19 in Sevel. Un’escalation che da qualche giorno sembra inarrestabile, con anche 10 contagiati in tre giorni. Gli ultimi cinque emersi ieri sono distribuiti uno nella ute 3C del montaggio, assente dal 30 ottobre; uno nella ute 11 C del montaggio, assente dal 26 ottobre; un lavoratore nella ute 7A del reparto lastratura, assente dal 2 novembre; un altro nella ute 4A di lastratura, assente dal 4 novembre e infine un dipendente della ute 3C del montaggio, assente dal 2 novembre. Tutte le sanificazioni sono state completate ieri.
Il quadro complessivo dei contagi mostra una mappa piuttosto variegata. Tra i positivi si contano impiegati, operai delle varie officine e distribuiti indistintamente su più ute (unità tecnologiche elementari) e su più turni. Un dato che può leggersi in un solo modo: non esiste un focolaio Sevel. I dipendenti positivi sono stati contagiati fuori dalla fabbrica. È stato possibile rintracciare la mappa degli spostamenti sociali e familiari grazie al sistema del contact tracing (tracciamento dei contatti), da poco immesso in Sevel, utilizzato anche in altri ambiti e consigliato dal ministero della Salute. Attualmente tutti i dipendenti positivi sarebbero asintomatici e sono in isolamento domiciliare sotto sorveglianza della Asl. Ma il ripetersi dei contagi ha allertato rappresentanti sindacali e componenti del comitato Covid che hanno chiesto alla direzione aziendale ulteriori e più incisive sanificazioni. Sevel ha risposto che, se prima ogni domenica veniva effettuata una sanificazione dello stabilimento, da qualche giorno l’azione è diventata prassi. Sotto la lente anche i comportamenti individuali. Un dipendente sorpreso a lavorare con la mascherina abbassata o posizionata male rischia fino a 2 giorni di sospensione. E resta grave il problema dei trasporti. Ieri un bus di pendolari della linea Chieti-Chieti Scalo-Sevel presentava un numero di passeggeri superiori al consentito. I viaggiatori hanno quindi allertato i carabinieri che sono intervenuti ed è stato predisposto un mezzo aggiuntivo. Ma i dipendenti sono arrivati con mezz'ora di ritardo in Sevel. (d.d.l.)

