E c’è un fascicolo sul pupazzo impiccato

8 Maggio 2018

La Procura indaga su un fantoccio neroverde spuntato davanti a un locale della movida dopo l’arresto

CHIETI. Un’inchiesta sul fantoccio neroverde impiccato davanti a un locale della movida di Pescara per mandare un messaggio a Ivan Vaccaro. L’inchiesta per i presunti reati di abuso d’ufficio e violenza privata legati a un’indagine abusiva contro Vaccaro non è l’unica aperta in procura a Pescara: il fantoccio neroverde, gli stessi colori del Chieti, era stato appeso per i piedi a testa in giù nei giorni successivi all’arresto di Vaccaro. La foto del manichino impiccato era circolata su Facebook con un pioggia di commenti che avevano un unico destinatario: Vaccaro, anche se nessuno aveva avuto il coraggio di citare il manager teatino. Quell’immagine non è passata inosservata: l’episodio è finito al centro di una denuncia presentata da Vaccaro e, su quel fantoccio impiccato, la procura ha aperto un fascicolo. Adesso, chi ha postato su Facebook quell’immagine e chi l’ha commentata potrebbero essere chiamati a risponderne.
Ma, tra il 2016 e il 2017, prima dell’indagine innescata dalle «numerose denunce» della presunta parte offesa, l’ex organizzatore di eventi, Alessio Leonzio di Pescara, anche la famiglia Vaccaro aveva presentato almeno 4 esposti, tutte contro ignoti, per atti vandalici e per il furto di un’auto di lusso. I Vaccaro, gestori del Tortuga di Pescara dopo aver vinto una gara d’appalto bandita dalla procura di Chieti a seguito del sequestro del locale in un’indagine della finanza, avevano denunciato che il Tortuga stesso era finito nel mirino di vandali (mai trovati) con una lunga scia di danni da migliaia di euro: in quel periodo erano state distrutte le vetrate vista mare e imbrattata la piscina con il lancio di vernice. Ivan Vaccaro aveva denunciato anche che la sua auto, una Mercedes, era stata distrutta dai vandali. Un’altra Mercedes cabrio, sempre di proprietà di Vaccaro, era stata rubata.