E Casalanguida dà l’addio al 23enne Umberto

Centauri, colleghi di lavoro e anche la banda per l’ultimo saluto al giovane morto con un colpo di fucile
CASALANGUIDA . Non c'era solo tutta la comunità di Casalanguida ieri mattina nella chiesa di Santa Maria Maddalena a salutare per l'ultima volta Umberto D'Annunzio, 23 anni, lo sfortunato operaio vittima una settimana fa di un tragico incidente con il fucile. Migliaia le persone riunite nella parrocchia e sul piazzale: c'erano gli ex compagni di scuola, i colleghi di lavoro, gli amici di famiglia, conoscenti e residenti fuori paese che hanno avuto modo di conoscere Umberto, e poi i giovani che come lui amavano le moto e i musicisti con cui aveva suonato in passato. Davanti al piazzale uno striscione con la scritta "Anche da lassù sarà il nostro migliore amico".
Sono stati i centauri ad accogliere il feretro all'ingresso della chiesa di Santa Maria Maddalena. Le moto schierate hanno reso omaggio ad Umberto facendo rombare i motori. La bara bianca ricoperta di candide rose è stata portata a braccia dagli amici ai piedi dell'altare. Tre i sacerdoti che hanno celebrato il rito funebre: il parroco don Gianluca Catania, don Nicola Carpineta e don Graziano Fabiani. Don Gianluca durante l'omelia ha cercato di consolare i familiari, assicurando loro che Umberto li proteggerà dal cielo.
Tante le autorità intervenute. Fra loro in prima fila, il sindaco di Casalanguida, Luca Conti, che ha proclamato ieri il lutto cittadino. Conti ha salutato l'amico con un affettuoso messaggio: «Ciao Umberto, buon viaggio». Subito dopo il sindaco ha ricordato che la disgrazia che ha colpito la famiglia di Umberto ha provocato sgomento in tutta la comunità «Abbiamo perso un figlio, un fratello un amico. Umberto era un ragazzo che tutti abbiamo conosciuto. Gentile e sorridente, hai lasciato un vuoto incolmabile. Addio Umberto, anzi arrivederci amico».
Straziante il dolore dei genitori Gemma e Fiore. Accanto a loro la primogenita, Lucia. All'uscita dalla chiesa il feretro è stato omaggiato con un lungo applauso e il lancio di palloncini bianchi come la bara.
Il corteo ha quindi raggiunto il cimitero accompagnato dai centauri e dalla banda del paese con cui Umberto in passato aveva suonato. (p.c.)
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