E Chieti diventa anche la città che uccide i gatti

9 Febbraio 2015

Seconda figuraccia nazionale dopo il caso D’Agostino Questa volta è Canale 5 a bollarci come nemici degli animali

CHIETI. Il passo tra una figuraccia e l’altra è breve. Basta cambiare canale e passare dall’Arena di Giletti, su Rai Uno, all’Arca di Noè, di Canale 5, che ieri ha lanciato un messaggio choc: siamo la città italiana dove fanno strage di gatti. Come se non bastasse il marchio del caso D’Agostino e delle case in cambio di sesso – che è ancora lontano dal passare in giudicato – Chieti conquista anche l’Oscar della crudeltà verso gli animali, in questo caso i gatti, strappando un primato che, nell’immaginario collettivo, apparteneva rigorosamente a Vicenza. Dove - dicono - i gatti finiscono in pentola. Ma torniamo in via De Novellis e ai 15 felini uccisi con il veleno.

Con un tempismo da periodico semestrale, l’Arca di Noè, popolare trasmissione dell’ora di pranzo domenicale su Canale 5, che supera il milione di telespettatori, ha raccontato, alle 13,40 di ieri, dei gatti teatini morti stecchiti un mese fa a Borgo Marfisi. L’inviata dell’Arca, Maria Luisa Cocozza, ha cominciata il suo breve ma scioccante pezzo da piazza Valignani con la frase: «Sembra incredibile», detta con enfasi e con, alle spalle, manco a dirlo la fontana della discordia. Quindi ha intervistato il capo del Nipaf della Forestale, Enrica Rapposelli, che ha spiegato che cosa fare in caso di animali uccisi con il veleno. In sintesi, dopo che la Asl ha accertato la causa, il sindaco dovrebbe far bonificare l’area. Chissà se Umberto Di Primio l’ha fatto. Ma il momento clou dei 2 minuti e 17’’ di servizio è stata l’intervista al consigliere comunale Franco Di Pasquale che, prima di far sapere a mezz’ Italia di sentirsi «solo e abbandonato», ha esordito con un: «A Chieti veramente non siamo preparati agli animali».

L’inviata lo incalza: «La strage di gatti in via De Novellis purtroppo non è un caso isolato, a Chieti tutte le colonie sono minacciate?». E lui conferma con un «Sì», aggiungendo una frase che è sembrato di capire dicesse: «Addirittura sono odiati». Ma Chieti è davvero questa? Andiamo avanti.

Di Pasquale ha certamente avuto il merito di attirare l’attenzione su un problema serio. Gli animali maltrattati, seviziati o ancor peggio ammazzati con il veleno, sono un’emergenza che però non ha confini oppure capitali. Ma Chieti, dopo aver conquistato il marchio della città dove si amministra anche con ricatti sessuali, si ritrova un’altra medaglia sul petto. Almeno per quel milione di telespettatori che da ieri ci vedono come Crudelia Demon. (l.c.)