E Di Primio inizia la conta degli alleati per la sfida del 2015

30 Luglio 2014

Dopo le schermaglie tra i consiglieri Di Labio e Bucci il centrodestra tenta di ricompattarsi: «Serve chiarezza»

CHIETI. Un “miniprogramma” di fine mandato da stilare e condividere con i partiti che animano la variegata coalizione di centrodestra, sempre più litigiosa. E’ l’obiettivo del sindaco Umberto Di Primio all’indomani dell’ultimo tormentato consiglio comunale che tornerà a riunirsi, in seconda convocazione, venerdì mattina.

Domani, invece, Di Primio incontrerà tutti i rappresentanti della maggioranza di centrodestra convocati al capezzale di palazzo d’Achille. Un tentativo per serrare le fila e capire su chi si potrà fare realmente affidamento nei prossimi mesi che tireranno la volata alle nuove elezioni della primavera 2015. «Incontrerò gli esponenti dei partiti singolarmente in modo da comprendere chi se la sente di continuare questa avventura e chi no. Serve chiarezza per chiudere il mandato elettorale» afferma il sindaco «nel modo migliore possibile nell’unico interesse della cittadinanza».

Spiazzata e irritata per la facilità con cui i consigli comunali saltano in prima convocazione con un pesante aggravio per le esangui casse comunali. C’è di più. Nelle ultime sedute è emersa una litigiosità interna al centro destra che ha raggiunto, ormai, livelli preoccupanti. Emblematico, in tal senso, il violento alterco che è andato in scena tra Gianni Di Labio ed Enrico Bucci durante il consiglio di lunedì. Il sindaco cerca di minimizzare e richiama i consiglieri di maggioranza all’ordine. «Si è andati un po’ fuori le righe e chiederò a tutti maggior rigore nei comportamenti. In questi mesi» dice il sindaco «bisogna lavorare alacremente per il bene della città».

In tal senso il sindaco vuol dar vita ad un miniprogramma da concretizzare da qui al termine del mandato di governo. «Fisseremo a breve gli obiettivi da centrare. Intanto voglio capire» spiega Di Primio «quale sarà la mia squadra».

Parole forti che si aggiungono al ritiro delle deleghe a tutti i consiglieri di maggioranza. Un modo per tenere i consiglieri sulle spine e spronarli a fare meglio. Il sindaco, al termine delle consultazioni di maggioranza, potrebbe riaffidare le deleghe.

Ma, ovviamente, questa volta solo ai suoi più fidati collaboratori. (j.o.)

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