E FdI attacca: non sanno guidare il Comune

La consigliera Di Biase: «Il centrosinistra ha capito che manca liquidità e ora rischiamo il dissesto»
CHIETI. «Benvenuti nel mondo reale. L’amministrazione Ferrara si è accorta che, in Comune, il problema è la mancanza di liquidità e l’unico modo per affrontarlo è fare ricorso agli strumenti previsti dalla legge che, però, hanno un costo». Così la consigliera Carla Di Biase, capogruppo di FdI, commenta l’operazione finanziaria varata dalla giunta Ferrara con la delibera 251: il sindaco Diego Ferrara e i suoi assessori hanno deciso di rinegoziare due anticipazioni di liquidità contratte con la Cassa Depositi e Prestiti dall’ex amministrazione Di Primio per coprire dei debiti; l’obiettivo di Ferrara è ritrovarsi per le mani circa 644mila euro tra il 2022 e il 2023. Ma l’operazione, considerata «conveniente» da Ferrara e assessori, comporta anche una stangata da 418mila euro di interessi. In base alla delibera, i soldi freschi servono per fronteggiare il caro bollette e «la perdita che nell’approvando bilancio 2019 la Teateservizi sta registrando».
FdI attacca e boccia ancora la manovra economica del Comune, in rotta verso il predissesto: «Quando a fare la rinegoziazione dei mutui era il centrodestra perché il Comune non aveva liquidità, anche per il mal funzionamento della Teateservizi, chi oggi amministra gridava allo scandalo. Oggi, invece, siccome la rinegoziazione la fanno loro, diventa una risorsa. Finora hanno perso tempo a fare la caccia alle streghe», dice Di Biase, «hanno approvato un inconsistente piano di riequilibrio con conseguenze negative per i cittadini. Hanno dormito sulla Teateservizi da luglio, quando hanno chiesto all’amministratore unico di cambiare il bilancio 2019. Il sindaco non ha mai deciso nulla nelle assemblee convocate; lo stesso collegio sindacale ha affermato che non ha assunto azioni effettive e si è sempre riservato di decidere. Adesso, trincerandosi dietro i lavoratori, l’amministrazione ha deciso di indebitare le future generazioni, per usare le loro parole, fino al 2051. È arrivato il momento», dice la consigliera, «di lavorare seriamente ai problemi che ci sono: il primo è la Teateservizi che la Corte dei conti, il collegio sindacale, i revisori e anche la Procura hanno detto non funzionare bene. Aspettiamo che il sindaco ci dica cosa vuol fare con atti concreti e non con comunicati stampa». Di Biase rivela un passaggio di un documento riservato: «Dal verbale del collegio sindacale della Teateservizi si legge che “il socio, chiamato quindi ad esprimersi con atti e fatti concreti inerenti la stessa sopravvivenza della società, per verificare la portata e gli effetti dei provvedimento incidenti sull’operatività immediata della società, chiarendone nei confronti dei portatori di interesse gli aspetti sostanziali, nemmeno di fronte a responsabilità evidenti, riconosciute dallo stesso procuratore della Repubblica, ha inteso intraprendere azioni effettive, riservandosi ogni decisione”. È evidente», osserva la consigliera, «che non ci troviamo solo di fronte a un’esperienza politica ma a una totale mancanza di visione dell’ente». Secondo Di Biase, «adesso la realtà supera la fantasia: il sindaco galantuomo e la sua giunta hanno dichiarato in assemblee pubbliche l’esistenza di transazioni mai avvenute; non hanno previsto accantonamenti per la Teateservizi in caso di fallimento come da me auspicato in consiglio comunale; dimostrano di non conoscere la macchina amministrativa. Un comportamento che non può più essere attribuibile a negligenza, imprudenza e imperizia ma doloso: sono caparbiamente ostinati a chiedere sacrifici a chi già è duramente provato. Se ci fosse il fallimento della Teateservizi, non previsto nel piano di riequilibrio, decreterebbe a cascata il dissesto del Comune: abbiamo più volte avvertito l’amministrazione».

