E i palazzi pericolanti arrivano in Consiglio

25 Settembre 2019

CHIETI. A richiamare l’attenzione del consiglio comunale sui palazzi a rischio frana di Santa Maria ci ha pensato il consigliere comunale d’opposizione Enrico Raimondi con una interrogazione...

CHIETI. A richiamare l’attenzione del consiglio comunale sui palazzi a rischio frana di Santa Maria ci ha pensato il consigliere comunale d’opposizione Enrico Raimondi con una interrogazione consiliare che è stata finalmente calendarizzata tra i punti all’ordine del giorno della seduta di venerdì. Salvo imprevisti, dunque, anche il Consiglio si occuperà dei due movimenti franosi che interessano il quartiere e, in particolare «la zona ricompresa tra le vie Fonte Vecchia, Don Minzoni, Gran Sasso e Arenazze», compreso il viadotto, come scrive Raimondi nell’interrogazione.
Quando il consigliere ha presentato il documento, lo scorso 21 agosto, non sapeva ancora dello studio che il Comune ha affidato al geologo Fabio Colantonio per capire qual è il rischio reale che corrono i residenti della zona. Ma prima che lo studio possa fornire risultati apprezzabili, si dovrà aspettare il mese di gennaio. Il geologo ha bisogno di testare la risposta del terreno anche con la stagione delle piogge. Per il momento il tecnico ha fatto sapere che sono due i movimenti franosi in azione da decenni, probabilmente risvegliati dalle forti piogge dell’agosto del 2018: uno di origine antropica, dovuto alla presenza di un’antica cava di sabbia riempita da materiale sciolto, e l’altro di origine invece naturale. Il geologo Colantonio continua a monitorare con il suo studio il territorio, ma il consigliere Raimondi chiede se l’amministrazione comunale abbia previsto opere, anche minime (dalla ripulitura dei tombini, allo spurgo delle fogne e alla risistemazione dell’asfalto) e comunque tampone, per evitare che la situazione possa degenerare.
Oltre al condominio Trinchese da demolire, ci sono altri sei palazzi con «cedimenti localizzati», come si legge in un documento del Comune che cita anche una relazione sul palazzo sgomberato curata dall’architetto Gabriele Fratini Serafide in cui si parla di «un imminente pregiudizio per l’incolumità pubblica sia delle strade sia dei fabbricati limitrofi al condominio Trinchese».
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