E i sindaci discutono sui tagli ai piccoli centri

Giovedì la riunione del comitato ristretto della Asl sui pochi servizi assistenziali nell’entroterra
CHIETI. Mentre sembra sbloccarsi l’iter per la realizzazione dei nuovi ospedali di Lanciano e Vasto, il resto della provincia, soprattutto le aree pedemontane più lontane dai grandi centri, lamentano il depotenziamento dei servizi sanitari. È il caso di centri come Lama dei Peligni, Torricella Peligna e Gessopalena che già hanno gravi problemi di viabilità e che quindi si sentono sempre più tagliati fuori. Queste e altre criticità saranno al centro della prossima riunione del comitato ristretto dei sindaci della Asl che il sindaco di Chieti Diego Ferrara, presidente del comitato, ha indetto per giovedì prossimo alle 10.
«All’ordine del giorno», fa sapere Ferrara, «c’è l’approfondimento del programma pluriennale delle opere pubbliche e del bilancio di previsione 2022-2024, ma ci occuperemo anche dei problemi dell’entroterra dove i servizi sanitari scarseggiano sempre di più. Ho raccolto personalmente le lamentele dei sindaci: hanno distretti sanitari di base fortemente depotenziati e i mezzi del 118 non sono medicalizzati. Vale a dire che se c’è un’urgenza, a disposizione c’è solo l’infermiere, non il medico».
Il comitato ristretto dei sindaci della Asl è formato da cinque sindaci che rappresentano tutti i 104 sindaci dei comuni della provincia. Oltre al sindaco di Chieti che presiede l’organo, siedono nel comitato ristretto anche i sindaci di Vasto, Francesco Menna neo-presidente della Provincia, di Casoli, Massimo Tiberini neo-consigliere provinciale, di Atessa, Giulio Borrelli, e di Ortona, Leo Castiglione (quest’ultimo eletto tra le polemiche a dicembre scorso in sostituzione del sindaco di Lanciano).«“Cercheremo di individuare quali sono le emergenze di tutto il territorio», dice Ferrara, «sia dal punto di vista della sanità ospedaliera che da quello della sanità territoriale. Per quanto riguarda Chieti, dobbiamo capire cosa vuole fare la Asl per il Santissima Annunziata, a partire dal problema dei corpi di fabbrica a rischio sismico e, per quanto riguarda la sanità territoriale, si dovrà capire come riaprire il distretto sanitario scalino e la casa della salute al Chieti alta». (a.i.)

