E il Banderese sospende le riunioni a casa

18 Marzo 2020

BUCCHIANICO. “Sant’Urbano ci aiuterà, evviva Sant’Urbano!” ha esclamato il Banderese Vincenzo Rosino Cardinale, di contrada Tiboni, organizzatore dell’ultrasecolare festa dei Banderesi 2020, che ha...

BUCCHIANICO. “Sant’Urbano ci aiuterà, evviva Sant’Urbano!” ha esclamato il Banderese Vincenzo Rosino Cardinale, di contrada Tiboni, organizzatore dell’ultrasecolare festa dei Banderesi 2020, che ha chiuso, causa coronavirus, le porte di casa alle decine di donne che ogni sera, come da tradizione, si davano appuntamento per realizzare i bellissimi fiori di carta crespa in vista della “ciammaichella” di maggio. La sfilata a zig e zag nella piazza più grande del paese con circa mille figuranti in abito storico, la “ciammaichella” appunto, che rievoca la strategia bellica che Sant’Urbano diede in sogno al Sergentiere, capitano della milizia, per sconfiggere il potente esercito della vicina Teate sicura di espandersi geograficamente, è prevista per il 17 maggio e i preparativi durano un anno intero.
«Sono costretto a chiudere le porte di casa, fino a nuova data, ai contradaioli, amici e parenti che ci aiutano nell’allestimento della festa», ha detto il Banderese al suo secondo mandato, il primo nel 1980. «Anche i cinque capi contrada hanno sospeso le riunioni serali al fine di evitare aggregazioni. Ci siamo sentiti di consigliare la sospensione momentanea delle attività che riguardano la festa ultrasecolare in via del tutto precauzionale. Preghiamo affinché questa situazione sparisca il prima possibile», ha aggiunto il Sergentiere Guglielmo Tatasciore, massima autorità delle festa che trova già cenni storici nel 1281. (d.z.)
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