E il Comune è a caccia dei fondi

L’assessore Giammarino: «Poco personale, ma presto troveremo le soluzioni»
CHIETI . Le casse in rosso del Comune non permettono di assicurare alcuni servizi scolastici, ma la giunta si dice a lavoro per intercettare risorse e fondi per far ripartire gli scuolabus e la mensa.
«Nel 2018», dicono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alla Pubblica istruzione Teresa Giammarino, «la precedente amministrazione ha disposto l’interruzione del servizio scuolabus. Dal nostro insediamento abbiamo cercato in ogni modo la via migliore e possibile per riattivare questo servizio, ma oltre ai mezzi, c’è il grosso problema del personale che all’epoca venne reinternalizzato e oggi è per lo più in pensione». Per coprire tutti il territorio servirebbero almeno quattro pulmini. «Quelli vecchi sono stati rottamati», proseguono Ferrara e Giammarino, «perché inutilizzabili e fuori norma. Abbiamo provato tante vie per procedere all’acquisto di nuovi mezzi, anche con i bandi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma la scelta di chiudere il trasporto ci ha penalizzato anche su questo fronte perché le linee di finanziamento sono tutte per il potenziamento di servizi che esistono già, non da istituire come nel nostro caso». E il Comune si dice a lavoro per intercettare nuovi finanziamenti che possano garantire il servizio. «Con gli uffici comunali», continuano sindaco e assessore, «stiamo controllando tutte le possibilità, soprattutto quelle capaci di unire al ripristino del servizio, la sua sostenibilità».
Non è ancora partito il servizio mensa che assicura oltre 1.500 pasti ai bambini. «Stiamo definendo la linea di azione», annunciano Ferrara e Giammarino, «abbiamo già individuato le risorse che permettono di assicurare il servizio in maniera complementare alla programmazione scolastica».
La Ladisa, il colosso della ristorazione di Bari che nel giugno scorso ha vinto il ricorso al Consiglio di Stato contro il Comune, si è presa del tempo per decidere se confermare o meno le condizioni dell’offerta tecnica ed economica formulata quasi tre anni fa nell’ambito dell’avviso pubblico da quasi 5 milioni di euro. «Dobbiamo individuare un gestore», conclude la giunta, «con una procedura che porti all’attivazione del servizio al più presto senza contenziosi per nessuno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

