E il grosso delle aziende si ferma
Vasto. Ecco i periodi di sospensione decisi in Pilkington, Canali e Granito Forte
VASTO. A causa del Covid-19 si fermano diverse aziende. Fra loro Pilkington, Primo, Bravo, Canali, Tmc e Granito Forte. Il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, annuncia di essere «preoccupata per la salute di quanti sono in prima linea al lavoro per garantire la produzione e i servizi. Ringrazio le maestranze delle aziende di San Salvo che con impegno e professionalità stanno garantendo la produzione e le imprese che si sono adeguate adottando da subito presidi per impedire il contagio. Chiedo al presidente della Regione, Marco Marsilio, di fare una riflessione seria e approfondita, ascoltando le aziende e i sindacati, sulla necessità che ci sia una fermata generale per l’epidemia che in Abruzzo», conclude Magnacca, «inizia progressivamente a manifestare la sua virulenza perché i contagi non si fermano».
PILKINGTON. I dirigenti hanno incontrato i sindacati per siglare l’accordo. Per la Pilkington di San Salvo le fermate variano da reparto a reparto anche se in linea di massima i lavoratori resteranno a casa da domani a martedì 24 marzo. Discorso diverso per la Primo (azienda satellite della Pilkington) dove la fermata media sarà di circa 10 giorni, con punte di 14 giorni, a seconda del reparto a partire dai “Laterali laminati” e si fermeranno fino a fine mese. I dipendenti potranno usufruire della cassa integrazione inserita dal governo nel decreto “Cura Italia”. Per alcuni lavoratori è previsto un rientro di due giorni il 25 e 26 marzo per assicurare la consegna di ordinativi. I lavoratori della Bravo si fermeranno quasi tutti fino al 3 aprile, salvo alcuni reparti che resteranno attivi o riapriranno per qualche giorno per soddisfare esigenze e ordinativi.
CANALI. La Canali ha disposto la fermata delle aziende del gruppo fino al 25 marzo. Anche il sito della zona industriale della Val Sinello con 189 dipendenti si ferma per una settimana.
GRANITO FORTE. Anche la Granito Forte Spa ha comunicato di aver deciso la sospensione straordinaria delle attività produttive nei propri siti facendo ricorso a tutti gli ammortizzatori sociali compresa la cassa integrazione. La decisione è stata presa per le difficoltà nel reperimento dei materiali sull’intero territorio nazionale e le problematiche relative al trasporto delle merci. «Nessun caso di positività si è verificato in fabbrica», dicono all’azienda, «in questi giorni abbiamo adottato tutte le misure per la tutela dei dipendenti sanificando i locali. In accordo con le rsu abbiamo deciso di procedere alla fermata produttiva dello stabilimento da oggi al 20 aprile». (p.c.)
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