E il ministro Alfano chiede di aspettare

Vertice dell’Ncd. Di Primio: attendo fino a mercoledì ma non torno indietro, e poi mai con la sinistra
CHIETI. «Aspetterò fino a mercoledì su espressa richiesta del ministro Alfano ma non transigo su quello che è il mio diktat politico, ovvero mai con la sinistra». Il sindaco Umberto Di Primio è sempre più lontano da Ncd, il partito che fa capo al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Firmatario della riforma degli Uffici territoriali del Governo che prevede la soppressione della sede della Prefettura di Chieti in procinto di accorparsi con Pescara anche per quanto riguarda gli uffici della Questura e del comando provinciale dei Vigili del fuoco.
Una vera catastrofe per il capoluogo teatino che continua a perdere uffici direzionali in serie. Non a caso Di Primio è finito sul piede di guerra proprio contro colui che, di fatto, è il suo leader politico. Almeno per un’altra manciata di giorni secondo quanto emerso a margine della riunione della segreteria regionale del Nuovo centro destra che si è svolta ieri mattina nella sede della Regione a Pescara. Dove si sono dati appuntamento i big del partito capeggiati dai parlamentari Ncd Federica Chiavaroli, Paolo Tancredi e Filippo Piccone. Si è parlato della tempesta politica che si sta abbattendo sulla giunta regionale e, ovviamente, del malcontento suscitato dal riordino degli Uffici territoriali del Governo. Uno dei motivi che stanno spingendo il sindaco fuori dall’ Ncd.
«Sulla battaglia della prefettura non mi tirerò indietro. Ho ribadito alla segreteria regionale dell’Ncd», spiega Di Primio, «che voglio avere le mani libere e, di conseguenza, mi tiro fuori fin da ora per ogni discorso di incarichi da coprire sotto l’insegna Ncd».
Come a dire, il sindaco è ai ferri corti con il partito di Alfano ed è pronto a farsi da parte. L’ufficialità arriverà, con ogni probabilità, mercoledì. Quando a Roma i vertici regionali di Ncd, sindaco compreso, saranno ricevuti dal ministro dell’interno Alfano interpellato ieri mattina telefonicamente.
«Ha chiesto di pazientare qualche altro giorno e così farò per rispetto di chi mi ha voluto nel suo partito. La situazione, però, non cambia. Io non progetterò mai nulla», assicura il sindaco, «che mi veda seduto ad un tavolo con la sinistra, sia in Regione in vista delle prossime amministrative, che a livello nazionale».
Una posizione netta che potrebbe cambiare soltanto se il ministro Alfano decidesse, in extremis, di salvare la sede di Chieti della Prefettura e, con essa, gli uffici della Questura e il comando provinciale dei Vigili del fuoco. Un’ipotesi, comunque, piuttosto remota.
Di conseguenza Di Primio, come si vocifera da tempo, cambierà molto presto casacca. Il primo cittadino, in tal senso, conferma le voci che lo vorrebbero vicino a tre partiti di area di centrodestra: Forza Italia, la Lega Nord e Fratelli d’Italia.
«La struttura romana di Forza Italia mi cerca da tempi non sospetti, prima ancora della mia seconda candidatura a sindaco. Non nego, poi, che ho avuto contatti frequenti», ammette ancora Di Primio, «con la Lega Nord mentre con Fratelli d’Italia mi accomunano molte idee. Di sicuro voglio rappresentare un’alternativa credibile al centrosinistra».
Per questo il rapporto con l’Ncd ha, sembra ormai, le ore contate.
Jari Orsini
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