E il rincaro dei biglietti rende difficile il rientro dei fuori sede

9 Aprile 2023

L’aria di festa, qualunque sia, richiama la voglia di stare famiglia. Si affollano di pendolari e fuori sede bus e treni sotto il periodo di Pasqua e alcune compagnie di trasporto fanno lievitare i...

L’aria di festa, qualunque sia, richiama la voglia di stare famiglia. Si affollano di pendolari e fuori sede bus e treni sotto il periodo di Pasqua e alcune compagnie di trasporto fanno lievitare i prezzi dei biglietti. Da un giorno all’altro, il tariffario può cambiare drasticamente e sono molti i passeggeri in difficoltà: tra questi ci sono gli studenti fuori sede. Tra lunghe code e traffico, rientrare a casa diventa un’odissea e c’è anche chi scoraggiato ha deciso a malincuore di non tornare. «È una situazione che mi fa arrabbiare», commenta Giovanna Fiore, studentessa magistrale della Campania che spende «circa 50 euro» per il biglietto. «Io vorrei tornare a casa più spesso ma non è possibile non solo per una questione economica ma anche per il tempo che impiegano i mezzi», prosegue. I mezzi sulle strade si affollano in questi giorni e le ore di viaggio raddoppiano. «Puntualmente sotto le feste i trasporti diventando impraticabili», racconta Ciro Mazza, studente calabrese della d’Annunzio, «un viaggio di sei ore diventa quasi di dodici per i ritardi». A questo punto verrebbe spontaneo pensare che basti comprare il biglietto in anticipo. Ma per uno studente non è così semplice. «Con le lezioni e le date degli esami che cambiano all’ultimo non si riesce a prendere il biglietto mai prima di una ventina di giorni dalla partenza», dice Cettina Caprino, studentessa calabra che quest’anno è tornata a casa con «45 euro scendendo sabato scorso perché era il giorno più economico. In settimana sotto i 70 euro non si trova nulla e per tornare a Chieti circa cento euro». Scegliere di studiare fuori e concedersi qualche momento di spensieratezza a casa spesso non riescono a coincidere. «Non si può dare priorità a entrambe le cose», fa notare Gaia Munduleddu, studentessa sarda che per questa festività ha scelto di non tornare a casa date le attese tra un cambio bus e volo, «spesso si è costretti a non vivere la famiglia e gli affetti». Ma il sostegno e la vicinanza degli affetti sono pur sempre importanti per la serenità di uno studente. «Le videochiamate sono molto utili e importanti perché mi permettono di vivere più serenamente lo studio ed essere partecipe della vita di casa», conclude la studentessa.(e.g.)