E il San Pio resta senza anestesisti

3 Dicembre 2020

Protesta il sindaco: «Le attività sono ferme, così l’ospedale non può lavorare»

VASTO . Il San Pio resta ancora senza anestesisti, i medici sono esasperati ed anche l’attività che riguarda le emergenze è paralizzata. Il sindaco Francesco Menna a nome di tutti gli operatori torna a protestare con forza. «Un ospedale deve poter lavorare», dice il primo cittadino. «Pare che invieranno una persona con contratto co.co.co. Anche se ciò fosse vero non basterebbe. Al San Pio è ferma l’attività di Chirurgia, Urologia, Ortopedia, Otorino e Oculistica. Ovviamente è in affanno la Rianimazione. Passi la riduzione dell’attività operatoria nel presidio ospedaliero diventato ospedale Covid. Ma i medici devono poter affrontare e gestire le emergenze. Purtroppo quello che accade al San Pio», accusa Menna, «fa parte di una precisa strategia aziendale. L’Azienda ha deciso così» afferma Menna.
«Prova ne è che con un recente atto della direzione stessa sono stati trasferiti quattro anestesisti rianimatori (due da Chieti, uno da Ortona e uno da Vasto) al presidio ospedaliero di Lanciano che deve essere il polo chirurgico, dove dovrebbe essere espletata la chirurgia d’elezione. La stessa strategia era già stata sancita con una delibera adottata durante la prima ondata dell’emergenza sanitaria che indicava il Renzetti di Lanciano come polo chirurgico per la chirurgia elettiva e il presidio ospedaliero di Vasto come polo per la chirurgia d’urgenza, relegando il policlinico di Chieti alla gestione dell’emergenza Covid. Il polo di Vasto avrebbe dovuto occuparsi della sola chirurgia d’urgenza, cosa che ha fatto egregiamente con numeri di tutto rispetto».
E poi ancora prosegue il sindaco: «Ha continuato a farlo con l’avvento della fase due dell’emergenza sanitaria, tra mille difficoltà e la cronica carenza di anestesisti che ad oggi continuano la loro opera con crediti di ferie non usufruite. Il blocco operatorio di Vasto ha ripreso l’attività chirurgica di elezione garantendo oltre agli interventi oncologici e di classe A, addirittura la chirurgia ambulatoriale. Con la recente apertura della terapia intensiva Covid», conclude Menna, «coincidente con malattie prolungate di alcuni anestesisti e con conseguente maggior impegno del personale rimasto in servizio, si è resa necessaria l’interruzione dell’attività operatoria che potrà riprendere solo se l’Azienda sanitaria provvederà ad inviare al San Pio nuovi dirigenti medici Anestesisti».(p.c.)