E l’aggressore rischia di rimanere lontano dai locali per anni: è l’effetto Daspo Willy
Non solo un processo per lesioni personali aggravate: l’autore del grave pestaggio avvenuto lo scorso marzo nel bar Scalo24 rischia anche il Daspo Willy, ovvero il divieto di accesso e di...
Non solo un processo per lesioni personali aggravate: l’autore del grave pestaggio avvenuto lo scorso marzo nel bar Scalo24 rischia anche il Daspo Willy, ovvero il divieto di accesso e di stazionamento nei pressi dei locali, che prende il nome dal giovane cuoco di origine capoverdiana ucciso a Colleferro il 6 settembre 2020. Quest’anno i provvedimenti firmati dal questore di Chieti Francesco De Cicco sono già più che raddoppiati rispetto al 2021, passando da 7 a 16. La misura può scattare nei confronti di coloro che «abbiano riportato una o più denunce o condanne anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi tre anni per la vendita o la cessione di droga, per fatti commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, locali pubblici o aperti al pubblico». Non è più necessario, quindi, attendere il passaggio in giudicato della sentenza di condanna o la conferma in appello della pronuncia di primo grado: il questore adotta la misura «per ragioni di sicurezza» e dopo aver valutato «gli elementi derivanti dai provvedimenti dell’autorità giudiziaria e gli accertamenti di polizia».

