E l’assessore regionale annuncia la riapertura dell’ospedale di Atessa
«Non sono stato dietro alle strumentalizzazioni e alle dicerie ma ho lavorato per ottenere questo risultato importante». Così l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, commenta la notizia...
«Non sono stato dietro alle strumentalizzazioni e alle dicerie ma ho lavorato per ottenere questo risultato importante». Così l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, commenta la notizia della conversione del San Camillo di Atessa in ospedale di area disagiata. «Ho già concordato con la Asl» continua Paolucci «la riattivazione del pronto soccorso con possibilità di ricoveri a partire da quelli dell’area medica per i quali è possibile una rapida riapertura della medicina generale anche tenendo conto dell’afflusso che generalmente arriva in occasione dei picchi influenzali. Tutto ciò è possibile senza particolari procedure complesse. Successivamente si darà seguito a quanto previsto dalla programmazione della Giunta regionale che, nell’ultimo tavolo di monitoraggio a Roma, per Atessa è stata accolta senza alcun rilievo». La riapertura del pronto soccorso con i conseguenti ricoveri nel reparto di Medicina è il primo passo per la conversione del San Camillo in ospedale di Area disagiata. «Credo» conclude Paolucci «che sia stato fatto un lavoro coerente e siano state date risposte a un territorio così come avevamo concertato nel novembre del 2017». Il 6 novembre 2017 è stata un’iniziativa del sindaco Giulio Borrelli, un consiglio comunale con 40 sindaci, Paolucci e l’ex governatore D’Alfonso, a tracciare la strada del riconoscimento dell’ospedale in area disagiata. Il giorno dopo e il 17 gennaio 2018 la giunta regionale ha emanato due delibere che hanno cambiato i precedenti orientamenti programmatori della Regione. Per Atessa, infatti, era stata decisa la riconversione del presidio ospedaliero in struttura territoriale per pazienti anziani cronici. «Accogliamo con favore» afferma il consigliere regionale Mauro Febbo «l’accelerazione dI Paolucci per l’apertura dell’ospedale di zona disagiata ad Atessa. Nutriremo però forti dubbi fino a quando non leggeremo gli atti e i documenti del Ministero competente». (m.d.n.)

