E l’azienda sanitaria sospende altri 24 no vax
Quasi tutti sono infermieri, stop allo stipendio anche per un medico, due fisioterapisti e altrettanti tecnici
CHIETI. La Asl Lanciano Vasto Chieti ha sospeso altri 24 dipendenti non vaccinati, tra cui 19 infermieri, due fisioterapisti, altrettanti tecnici e un medico. Il provvedimento è stato firmato lo scorso 30 dicembre. In base a quanto emerso, si tratta di procedimenti avviati prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto legge che ha attribuito la competenza della sospensione agli ordini professionali di appartenenza degli operatori sanitari.
Lo stop nei confronti dei 24 dipendenti durerà «fino alla comunicazione da parte dell’interessato al datore di lavoro dell’avvio o del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo. Per i giorni di sospensione per la mancata osservanza dell’obbligo vaccinale non sono corrisposti né la retribuzione, né altro compenso o emolumento, includendo nel periodo di assenza anche le eventuali giornate festive o non lavorative».
Con la nuova normativa, intanto, sono scattati i controlli degli ordini professionali attraverso la piattaforma nazionale Dgc, ovvero il sistema informatico per l’emissione, il rilascio e la verifica delle certificazioni verdi. Gli iscritti che non sono risultati in regola, dopo aver ricevuto la lettera dell’ordine di appartenenza, devono rispondere entro cinque giorni e hanno davanti alcune strade per evitare l’avvio del procedimento che porta alla sospensione. La prima: vaccinarsi subito e inviare la documentazione. La seconda: dimostrare di essere in possesso dell’attestazione del medico di medicina generale relativa all’omissione o al differimento dell’obbligo vaccinale, ad esempio in caso di patologie per le quali il vaccino è controindicato oppure qualora si sia guariti dal Covid. Un’altra opzione è presentare la richiesta di vaccinazione, che va comunque eseguita entro un massimo di venti giorni dalla notifica della lettera. Nei confronti di chi non si metterà in regola, anche con riguardo alla dose di richiamo, sarà adottata l’immediata sospensione dall’esercizio delle professioni sanitarie con la relativa annotazione nell’albo professionale. Del mancato adempimento dell’obbligo vaccinale verrà data comunicazione alla federazione nazionale e al datore di lavoro, che non potrà permettere al sanitario di rimanere in servizio, dato che l’iscrizione all’albo è requisito indispensabile per esercitare una professione sanitaria. (g.let.)
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