E la Provincia denuncia: «Ritardi sul Masci»

10 Settembre 2024

Di Pasquale chiede l’intervento del prefetto: «Il Provveditorato non ha ancora riconsegnato l’edificio»

CHIETI. Il Provveditorato alle opere pubbliche non ha ancora riconsegnato alla Provincia la nuova scuola realizzata nella ex caserma Berardi. L’edificio è pronto, ma non ci sono ancora le autorizzazioni necessarie per permettere l’arrivo degli 800 alunni del liceo scientifico Filippo Masci con il relativo personale amministrativo e docente. La problematica non tocca solo il Masci, ma anche l’istituto superiore Luigi di Savoia, la cui sede è sottoposta a una pesante ristrutturazione, per cui 800 dei circa 1.350 iscritti dovrà lasciare lo stabile e trasferirsi negli spazi sinora utilizzati dal Masci. Ma se il Masci non può ancora trasferirsi nella nuova sede alla Berardi, due intere scuole cittadine restano bloccate. E tutto questo a due giorni dalla riapertura del Savoia, anticipata a giovedì prossimo.
Di qui l’allarme della consigliera provinciale Silvia Di Pasquale, che per conto del presidente della Provincia Francesco Menna sta seguendo l’edilizia scolastica teatina, e l’appello al prefetto Mario Della Cioppa. «La situazione crea un disagio inaccettabile per gli studenti e le loro famiglie», tuona Di Pasquale, «che si trovano di fronte a un’incertezza non più sostenibile riguardo al regolare avvio dell'anno scolastico. La struttura, che dovrebbe garantire spazi adeguati e sicuri per lo svolgimento delle attività didattiche, non è attualmente fruibile, causando preoccupazione e malcontento in tutta la comunità scolastica. A pochi giorni dall’inizio dell'anno scolastico, i nostri studenti e le loro famiglie non hanno ancora la certezza di poter contare su spazi adeguati per studiare in sicurezza. Chiediamo con fermezza», conclude la consigliera provinciale che ricopre anche il ruolo di consigliera comunale, «che il Provveditorato e le istituzioni competenti intervengano immediatamente per garantire la consegna della struttura in tempi rapidi, assicurando così il diritto all’istruzione dei nostri ragazzi e il corretto svolgimento delle attività didattiche. Ci appelliamo al prefetto di Chieti, certi che il suo autorevole intervento possa contribuire in maniera decisiva a risolvere questa situazione incresciosa». (a.i.)
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