E’ lancianese il fumettista rivelazione a Torino

LANCIANO. E' cresciuto tra matite e pennarelli e con una passione sfrenata per disegni e cartoni animati. Ora questa passione, ha portato Simone Di Rocco, 23enne lancianese, in alto, ad aggiudicarsi,...
LANCIANO. E' cresciuto tra matite e pennarelli e con una passione sfrenata per disegni e cartoni animati. Ora questa passione, ha portato Simone Di Rocco, 23enne lancianese, in alto, ad aggiudicarsi, assieme ad altri tre amici il premio Giuseppe Laganà del Festival Cartoons On The Bay, 21° Festival internazionale dell'animazione cross-mediale e della Tv dei ragazzi, tenutosi a Torino dal 6 all'8 aprile. Ha vinto il premio grazie al corto animato "Humus" realizzato assieme ai colleghi Simone Cirillo, Dario Livietti e Alice Tagliapietra al termine del corso di studi in animazione cinematografica del Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino. L'importante riconoscimento è stato assegnato all’unanimità da Asifa e Cartoon Italia. «È una storia ispirata all'apprendista stregone» spiega Di Rocco «un cervo giardiniere coltiva piante e fiori creati magicamente in laboratorio, mentre il suo goffo assistente, un bambino, combina pasticci ogni giorno fino a creare un disastro che mette in pericolo l'intera vegetazione. Non posso rivelare di più però... Diciamo che ha anche uno sfondo ecologista. Ricevere il premio è una bella soddisfazione» aggiunge, «anche perché quella per il disegno e l'animazione è una passione che ho da sempre. Fin da piccolissimo mi divertivo a disegnare i personaggi che vedevo nei cartoni: fermavo la cassetta per impararli a memoria e ho sempre desiderato di crearne di nuovi, da grande». Così Simone si è iscritto al centro sperimentale di cinematografia di Torino, dopo essersi diplomato al liceo artistico Misticoni di Pescara. Ora il 23enne è a Londra dove sta svolgendo uno stage prestigioso alla Cartoon Network.
«E' un tirocinio di tre mesi» spiega «come ultima fase degli studi torinesi. Ho svolto un test per essere ammesso e mi trovo quasi alla fine del corso, ma credo che resterò per almeno altri tre mesi. Mi piacerebbe molto lavorare in qualche studio in Italia» chiude «ma nel nostro Paese si investe poco sull'animazione. Così dovrò restare a Londra». (t.d.r.)

