E lo scontro sulla sala negata infiamma il consiglio comunale

CHIETI. Lo scontro sull’utilizzo del museo Barbella per la proiezione del documentario “Invisibili” sugli effetti avversi del vaccino anti-Covid infiamma il consiglio comunale. L’argomento non era...
CHIETI. Lo scontro sull’utilizzo del museo Barbella per la proiezione del documentario “Invisibili” sugli effetti avversi del vaccino anti-Covid infiamma il consiglio comunale. L’argomento non era all’ordine del giorno, ma in apertura di seduta ha preso la parola «per fatto grave» la consigliera Serena Pompilio (Azione politica) e ha dato fuoco alle polveri. Ad ascoltarla, tra il pubblico, c’era un gruppetto di sostenitori dell’iniziativa promossa dal comitato Difesa minori di Domenico Liberati con lo stesso Liberati.
«Respingo con forza l’etichetta odiosa e sprezzante di “no vax”», ha detto Liberati, «il documentario parla di persone che hanno aderito alla sperimentazione del loro calvario, di chi ha aderito alla sperimentazione anti-Sars/Covid. Costoro sono persone, gente che è stata dimenticata. Ferrara è stato imprudente e superficiale, ha privato i teatini della possibilità di vedere il docufilm, si è allineato a una censura a priori e soprattutto si è sottratto al confronto, proprio lui che si dice democratico. Un medico come lui più di chiunque altro dovrebbe sapere come qualsiasi farmaco non sia esente da effetti avversi».
La situazione si è accesa ancora di più quando uno del gruppo presente in aula ha tentato di riprendere con il telefonino la seduta consiliare e gli è stato impedito dal presidente Luigi Febo. Ne è nato un battibecco con rinnovate accuse di censura. «È sconcertante l’attività di censura portata avanti da questa amministrazione», ha tuonato Pompilio, «che ormai va al di là di quella politica laddove si assiste quotidianamente a comportamenti che impediscono il naturale dibattito politico tanto da necessitare l’ennesimo ricorso al prefetto. Ora la censura si è estesa anche nei confronti delle attività culturali, fulcro dell’associazionismo», ha detto la consigliera riferendosi alla proiezione negata, «sala prima autorizzata e poi negata, stesso modus operandi adottato anche in altre occasioni: mi riferisco alla conferenza sulla problematica della ludopatia, negata all’Unione nazionale consumatori facente capo a Gianni Totino, nel mese di ottobre scorso, senza comprenderne la motivazione. Anche in questo caso la sala negata senza alcun motivo valido, visto il tema, se non che per evidenti motivi di puerilismo politico poiché uno dei relatori ero proprio io nella veste questa volta di avvocato».(a.i.)
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