E nasce il comitato per la difesa del rione

In 200 all’incontro pubblico. Lapenna: «Bene lo studio del Comune, ma si doveva partire prima»
CHIETI. Unità d’intenti sulla battaglia per sicurezza, senza nessun cappello politico: con questi presupposti nascerà a Santa Maria il comitato che porterà avanti la battaglia sui palazzi a rischio crollo. Lo ha deciso l’assemblea pubblica di ieri sera che si è tenuta davanti all’ufficio postale di Santa Maria con circa 200 persone. «La settimana prossima ci riuniremo nuovamente per sancire la nascita del comitato», dice Francesco Lapenna che ha organizzato l’incontro, «l’importante è affrontare in maniera univoca la questione, in modo da poter dialogare con le istituzioni, spingendole ad ascoltare la nostra voce e le nostre esigenze». E infatti all’assemblea sono intervenuti diversi rappresentanti del Comune. Prima fra tutte l’assessore Carla Di Biase, che ha ripetuto quanto già fatto sapere dal sindaco Umberto Di Primio nella conferenza stampa della mattina sul monitoraggio avviato per tenere sotto controllo i movimenti franosi che mettono a rischio i palazzi della zona. «Notizie che ovviamente ci fanno piacere», ha detto Lapenna, «anche se riteniamo che il Comune si sia mosso in maniera tardiva, visto che il condominio Trinchese è stato sgomberato due anni fa». Alcuni degli ex condomini del Trinchese hanno lamentato il fatto che sono costretti ancora a pagare le tasse. Sia la Di Biase che i due consiglieri del Movimento 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, anche loro presenti, hanno spiegato che si può chiedere l’abbattimento delle tasse. Presenti anche il consigliere d’opposizione Enrico Raimondi, che ha sollevato il problema delle frane a Santa Maria in consiglio comunale, e il consigliere di maggioranza Emiliano Vitale che ha chiesto, attraverso i parlamentari del suo partito (Forza Italia) un emendamento di 10 milioni di euro alla finanziaria per il dissesto idrogeologico a Santa Maria, emendamento però non andato a buon fine. Vitale ha ricordato che l’iter per arrivare alla riclassificazione in zona rossa potrebbe essere abbastanza lungo a ha spiegato ai residenti i pro e i contro di questo procedimento.
«Certo non è che ci sentiamo molto più tranquilli», ha commentato infine Lapenna, «ma siamo contenti di essere riusciti a individuare un percorso da seguire per risolvere il problema. Ora aspetteremo gennaio e poi vedremo il da farsi. Finora, invece, ci eravamo sentiti abbandonati dal Comune alla nostra sorte».

