E negli istituti di Lanciano iniziano gli esami in 675

LANCIANO. Alla prova della maturità arrivano questa mattina 675 studenti e studentesse dei quattro istituti superiori di Lanciano. Il numero maggiore di maturandi, 252, si registra al De Titta-Fermi,...
LANCIANO. Alla prova della maturità arrivano questa mattina 675 studenti e studentesse dei quattro istituti superiori di Lanciano. Il numero maggiore di maturandi, 252, si registra al De Titta-Fermi, una delle scuole più grandi della regione. Seguono il liceo scientifico Galilei con 177 candidati, l’Iss Vema (classico e artistico) con 134 e infine il Da Vinci-De Giorgio con 112 maturandi. Si torna all’esame pre-Covid, senza restrizioni e con la vecchia formula della doppia prova scritta e del colloquio orale.
Quello appena concluso è stato l’anno del ritorno alla normalità per gli studenti frentani. «È stato un percorso di rinascita dopo tante privazioni», dice Angela Evangelista, dirigente di classico (92 maturandi) e artistico (42), «abbiamo fatto tantissime attività, uscite, viaggi d’istruzione, progetti del Pcto (ex alternanza scuola-lavoro, ncd) tutti in presenza e quelli di ampliamento dell’offerta formativa. I ragazzi non sono stati mai fermi. Poi si sono iniziati a concentrare sul “vecchio nuovo” esame, facendo simulazioni delle prove scritte e in alcuni casi anche dei colloqui orali, che secondo le indicazioni del ministro Valditara saranno incentrati sul curriculum dello studente».
È la prima maturità post-Covid, senza mascherine e distanziamento, ma non mancheranno ambienti arieggiati e sanificati, una buona prassi lasciata in eredità dalla pandemia. «Quest’anno è stato molto frenetico, un’esplosione di attività», conferma Monica De Rosa, preside dello scientifico, «l’ultimo giorno di scuola è stato un vero giorno di festa con tornei sportivi, cineforum, musica, cori e anche qualche gavettone. In ogni attività i ragazzi più grandi si sono mossi in maniera curiosa, interessata, motivata, sono pronti ad affrontare le sfide che li attendono».
«Sicuramente i due anni di Covid hanno influito sulla preparazione dei ragazzi, non su tutti», nota Anna Maria Sirolli, preside del De Titta-Fermi dove sosterranno l’esame 210 studenti dei licei e 43 dei tecnici, «a farne maggiormente le spese sono quelli più fragili, ragazzi che avevano già difficoltà e che con la didattica a distanza non sono stati seguiti in modo individualizzato. Nella maggior parte dei casi, però, i docenti hanno cercato di colmare le competenze che potevano risultare deficitarie dai due anni precedenti».
Si torna alle due prove scritte entrambe elaborate a livello nazionale, unica eccezione sono gli istituti professionali di nuovo ordinamento. «La seconda prova dei professionali non verterà sulle discipline ma sulle competenze», spiega Francesca Iormetti, dirigente del Da Vinci-De Giorgio che conta 94 maturandi per l’industriale e 18 per il professionale (gli esami si svolgono tutti nella sede di via Rosato), «sarà un’unica prova integrata, con una parte ministeriale e una elaborata dalla commissione e sviluppata sulle specificità dell'offerta formativa». Infine, un augurio a ragazzi e ragazze impegnati nell’esame di Stato: «Seguite sempre i vostri sogni», dice la preside Evangelista, «e cercatene sempre di nuovi».
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