E nel rione è festa Il parroco: abbiamo pensato a tutto

19 Maggio 2020

LANCIANO. A un giorno dalla riapertura delle chiese il quartiere Santa Rita si appresta a celebrare la sua protettrice. Inizia oggi il triduo di preghiere dedicate alla santa di Cascia, che il...

LANCIANO. A un giorno dalla riapertura delle chiese il quartiere Santa Rita si appresta a celebrare la sua protettrice. Inizia oggi il triduo di preghiere dedicate alla santa di Cascia, che il popoloso rione avrebbe vissuto in maniera del tutto diversa senza l’emergenza coronavirus. Non ci saranno assembramenti, concerti e bancarelle come in passato, ma momenti di raccoglimento e preghiera a numero chiuso, come prevedono le norme di sicurezza anticontagio.
«La benedizione delle rose ci sarà», rassicura don Nicola Giampietro, parroco della chiesa Spirito Santo, «ne abbiamo prese 500, molte meno degli altri anni». Del resto in chiesa, in base alle norme di distanziamento sociale, sono previsti 102 posti a sedere e 4 per disabili, sugli oltre 300 totali; salgono a 114 all’aperto, oltre ai fedeli che potranno partecipare in piedi o seduti sul prato, sempre a debita distanza.
Da oggi a giovedì la messa alle 18,30 è celebrata da un sacerdote diverso: inizia don Nicola, seguono don Antonio e don Michelino Di Lorenzo. Giovedì, alle 21, per la prima volta si ricorderà il transito, il momento della morte della santa. Venerdì 22, festa liturgica di Santa Rita, a celebrare la funzione all’aperto, nell’anfiteatro del parco, sarà l’arcivescovo Emidio Cipollone (alle 8 e alle 11 le messe in chiesa). Le celebrazioni per la patrona del quartiere richiameranno numerosi fedeli, così in parrocchia hanno studiato ogni aspetto nei minimi particolari per accogliere tutti in sicurezza. «All’ingresso i volontari, riconoscibili dalle pettorine, accompagnano i fedeli ai banchi», spiega don Nicola, «i posti sono contrassegnati da adesivi: in ogni banco possono sedere una o due persone al massimo, anche i componenti della stessa famiglia devono rispettare le distanze». Si entra con mascherina e guanti, all’ingresso c’è il dispenser col gel disinfettante. Le uscite sono quelle laterali. «Per la distribuzione della comunione», precisa don Nicola, «passeremo noi tra i banchi». L’ostia viene distribuita con guanti o pinze. Non c’è la questua: si può lasciare l’obolo all’uscita, dove ci sono contenitori in cartone, forniti da EcoLan, per disfarsi dei dispositivi di protezione.
«La festa di Santa Rita è un augurio grandissimo in questo momento», dice don Nicola, «santa dell’impossibile, mamma di famiglia, donna che ha tribolato. Ogni giorno abbiamo pregato e acceso una lampada a santa Rita e continueremo a farlo finché non saremo del tutto fuori dalla pandemia. Finora nel quartiere, tranne i casi degli ultimi giorni, siamo riusciti a tenere a bada questa situazione. È uno sprone ad essere ottimisti. Ieri le chiese sono state riaperte nel giorno dei 100 anni di Giovanni Paolo II», sottolinea il parroco, «il papa che ci ha sempre detto: non abbiate paura, spalancate le porte a Cristo, quale augurio più grande di questo? Per tutti, anche per coloro che non credono. I festeggiamenti sono rimandati: appena si potrà ospiteremo la reliquia di Santa Rita. Andiamo avanti rispettando le regole: dobbiamo essere obbedienti, tutelare gli altri e noi stessi. Ci abitueremo anche a questo».
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