E nell’ex asilo di Madonna delle Piane nasce il centro vaccinale

4 Novembre 2020

Era uno dei tre asili chiusi dalla passata amministrazione comunale. Il nido di Madonna delle Piane, con i due ingressi su via dei Vestini e via Pescara, era rimasto abbandonato da circa due anni....

Era uno dei tre asili chiusi dalla passata amministrazione comunale. Il nido di Madonna delle Piane, con i due ingressi su via dei Vestini e via Pescara, era rimasto abbandonato da circa due anni. Tornerà ora a nuova vita, grazie alla nuova sinergia trovata tra Asl e Comune. Tra due settimane diventerà sede di un nuovo centro vaccinale e sarà a disposizione anche dei medici di famiglia che cercano una sede dove poter fare i vaccini contro l’influenza in sicurezza. Non solo, visti gli spazi a disposizione e le diverse entrate e uscite presenti nello stabile, la Asl vi potrebbe aprire anche una Usca, Unità speciale di continuità assistenziale. E soprattutto: a gennaio l’ex asilo potrebbe ospitare il distretto sanitario di Chieti Scalo, chiuso un anno fa. Ieri mattina c’è stato il sopralluogo di Asl e Comune. Per la Asl erano presenti il direttore generale Thomas Schael, il responsabile del Servizio prevenzione e protezione Rocco Mangifesta, la responsabile del Servizio vaccinazioni Ada Mammarella e il direttore dell’Unità operativa complessa investimenti e patrimonio Filippo Manci. Per il Comune c’erano il sindaco Diego Ferrara (nella foto), l’assessore alla sanità Giancarlo Cascini, il presidente del consiglio comunale Luigi Febo e la comandante della polizia municipale Donatella Di Giovanni. La Asl aveva già manifestato interesse a trasformare l’ex asilo in un centro vaccinale. La struttura era già stata adeguata per questo tipo di funzione. Mancano solo una pedana per i portatori di handicap, una ritinteggiatura e qualche altro aggiustamento. Il sopralluogo di ieri è servito a constatare la fattibilità del progetto. Ma il direttore ha deciso di andare incontro anche alle esigenze dei medici di famiglia, ben rappresentate da Ferrara e Cascini, aprendo la struttura anche a questa categoria. I medici di base potranno utilizzarla, dunque, a titolo volontario. Poi, durante il sopralluogo, il sindaco l’ha buttata lì: «Visto che gli spazi ci sono, che ne pensa di aprire qui il distretto sanitario scalino?», ha chiesto a Schael. Che ha riposto subito: «Perché no. Il progetto va approfondito, ma si può fare». Grande la soddisfazione di Ferrara: «La possibilità di riaprire il distretto sanitario scalino risolve un enorme problema per la città: spazi inutilizzati potranno ospitare ora servizi importanti per la medicina del territorio». (a.i.)